Chris Jonnum di Ducati e TwitterSimpatico, disponibile, parla un ottimo italiano. Davvero una bella persona, Chris Jonnum, ufficio stampa del team Ducati e utente Twitter convinto e appassionato. Alle spalle molti anni di giornalismo, di quel giornalismo in cui comunicare anche solo con le redazioni era difficile e 100% “manuale”, senza mezzi tecnici che rendessero il tutto semplice come oggi. Con lui parlo di Twitter e del mondo della Moto GP; gli chiedo cosa ne pensi di questo mezzo e delle potenzialità che esso offre al mondo delle gare, oltre che uno spaccato di come sia utilizzato in squadra.

Chris: “La Ducati ha una divisione interna che segue i social media, ma chi è in pista, durante i week-end di gara, spesso interagisce segnalando condizioni meteo, curiosità e news dalla gara.  Molti in Ducati hanno un account Twitter; questo avviene in realtà da poche settimane, al massimo un mese, ma non c’è stato nessun coordinamento o strategia, in questa scelta. Io stesso ho un account personale dal quale twitto non soltanto informazioni di tipo professionale. Ovviamente il fatto che ultimamente Valentino Rossi (@ValeYellow46) abbia aperto il suo Twitter ha fatto crescere molto gli account del team e di tutti i suoi membri e sta facendo bene a tutta la squadra.

Sull’account @DucatiMotor ovviamente c’è una strategia di comunicazione, curata da una divisione interna che segue tutti i social media, ma per il resto ciascuno è libero di scegliere se e come essere presente sui nuovi media, senza particolari “ordini di squadra” o suggerimenti. Finora nessuno ne ha avuto bisogno, tutti sanno come approcciare i media, pertanto non c’è stata necessità di alcun coordinamento in merito. Twitter può essere un mezzo molto comodo, ma è un mezzo potente e in tempo reale, quindi bisogna essere attenti al suo utilizzo. Il team Ducati è composto da veterani del paddock che sanno cosa dire e cosa no, quindi non c’è necessità di dare consigli. L’esempio principale è Alex Briggs (@Alex__Briggs), meccanico australiano di Valentino Rossi, che usa Twitter da molto e si rivolge prevalentemente ai tifosi, senza cercare di essere “cool” ma puntando ad interessare i fan. Lui rappresenta un ottimo esempio di come si possa usare Twitter.

Personalmente uso Twitter quando ho tempo di farlo, per rimanere informato sugli argomenti di mio interesse e per monitorare il brand ed eventualmente segnalare a chi segue i social che si sta parlando di noi. Inoltre oggi è davvero difficile che ci siano segreti nel paddock, quindi “ascoltando” Twitter posso individuare argomenti interessanti per il team e condividerli con gli altri in tempo reale.

Io faccio il giornalista dal  ’93, quando non c’era internet né email, ma si utilizzavano sistemi come il laptop Radio Shack per inviare articoli o addirittura persone in carne e ossa per consegnare pellicole fotografiche in aeroporto e dall’altra parte c’era un’altra persona ad attenderle. Era un mondo completamente diverso, che oggi si confronta con un mezzo incredibile con potenzialità enormi. All’epoca c’era tempo per verificare, correggere, ottimizzare; oggi invece twittando si bypassano tutti questi controlli. Bisogna stare molto attenti. Io sono impressionato dalla bravura dei nostri piloti nel comunicare senza commettere errori. Vedo ad esempio Nicky Hayden che sa sempre cosa scrivere e sa come interessare i tifosi, senza mai scadere nel banale”.