Box Ducati TeamUna squadra (@ducatimotor), due piloti (@valeyellow46 e @nickyhayden69), l’ufficio stampa (@chrisjonnum e @FedeDeZottis), il coordinatore del team (@amecos_), un meccanico (@Alex__Briggs) e tanti addetti ai lavori (@UccioYellow46, @davide_brivio e altri); un team al completo di gente che twitta e interagisce con gli sponsor (es. @Tim_Official), con la stampa (es. @GuidoMeda) i tifosi (es. @VR46_fans_club) e un mare di altre tipologie di utenti e di account del Social Network che più di ogni altro sta diventando un vero e proprio Information Network a carattere globale. Molti di loro li ho messi in questa lista, Gente da MotoGP.

È di studiare questa realtà, che si occupa l’analisi #TIMGP che ho svolto a partire dal #MotoGP di Valencia, in Spagna, in collaborazione con il Team Ducati, lo sponsor TIM, ADVB Strategic Minds – Market Scan. Come viene usato questo media da una squadra di Moto GP? Qual è il livello d’interazione con il mondo esterno? Quali opportunità e quali criticità presenta l’utilizzo di questo strumento in un contesto come quello di un Gran Premio di motociclismo? Per farlo si è partiti dall’approccio diretto: una full immersion di tre giorni in una gara di campionato mondiale, supportata da report pre e post sessioni di prova e di competizione.

L’analisi si basa sulla rilevazione e valutazione di tweet e re-tweet, sulla misurazione delle interazioni, sullo studio degli hashtag (tag, parole chiave) utilizzati, sulla rilevazione del sentiment e dei trend delle conversazioni, oltre che su interviste ai protagonisti del team e agli addetti ai lavori e su esperimenti condotti sul campo come “twitterviste” aperte all’interazione degli utenti.

La recente tragedia di Marco Simoncelli rappresenta una triste variabile e un elemento di conferma, rispetto al potenziale del mezzo Twitter; questo lutto ha mostrato al mondo ancora una volta la sua capacità di essere un veicolo d’informazione in tempo reale, in grado di far rimbalzare le notizie tra gli utenti e di arrivare in brevissimo tempo a tutti, indipendentemente dal grado di interesse per la materia e dalla fruizione di media tradizionali.

Nello specifico caso, la morte del #sic è passata da una minoranza di individui che stavano guardando il GP in diretta alla televisione e dagli account professionali degli addetti ai lavori, direttamente al resto del mondo, re-tweet dopo re-tweet, scavalcando di fatto tutti gli altri media, agenzie di stampa comprese, che hanno avuto tempi di verifica, di reazione e di pubblicazione superiori.

L’autorevolezza e la qualità dei media tradizionali, in questo come in molti altri casi (rivolte in Iran, primavera araba, proteste degli indignados, terremoti e catastrofi varie), hanno avuto la peggio su quantità, rapidità e collaborazione degli utenti di Twitter e di altri social network. Coscienza collettiva contro  quinto potere? No, si tratta semplicemente della potenza di un mezzo che gioca le sue carte sull’immediatezza e sulla capacità di viralizzazione dei contenuti su scala globale.

Questa triste concomitanza determina qualche anomalia rispetto al normale flusso di dati di una gara di Moto GP, sia nel volume e nel livello di interazione, sia nelle chiavi utilizzate dagli utenti, che si concentrano sugli #hashtag collegati al pilota (#Sic, #MS58, #58, #SuperSic) e su quelli correlati ai tributi di piloti e addetti ai lavori (#casco, #tuta, etc.), offuscando tag più comunemente usati (oltre a #MotoGP le sigle dei piloti, es. #VR46 e #NH69, per Rossi e Hayden).

Sebbene rappresenti motivo d’interferenza, però, questo lutto è anche e soprattutto un grandissimo momento di aggregazione e di vicinanza tra tifosi e operatori del settore, tale da amplificare gli effetti e le implicazioni tipiche dell’utilizzo di questo mezzo.  Oggi Marco Simoncelli è ricordato in pista in molti modi, a partire da un inedito giro di pista dei piloti di tutte le categorie assieme, con la moto di Marco guidata da Kevin Schwantz (@KevinSchwantz), ma Twitter e la rete si uniscono al ricordo in tempo reale e da ogni parte del mondo. Un grande evento nell’evento.

A livello generale, è bene rimarcare che il 2011 è senza alcun dubbio l’anno dell’esplosione della consacrazione definitiva di Twitter come social media mainstream, nonostante i suoi numeri siano ancora lontani da quelli di Facebook. La sua capacità di penetrazione e la profondità che questo mezzo è in grado di garantire, oltre alla rapidità e immediatezza (favoriti anche dal limite dei 140 caratteri), lo rendono in grado di competere anche a fronte di numeri ancora sfavorevoli.

L’alta densità di influencer della rete presenti su Twitter, oltre che il livello medio estremamente elevato dei suoi utenti (in prevalenza professionisti dei diversi settori, seguiti in genere da appassionati, addetti ai lavori, clienti e fornitori), rendono questo strumento in grado di competere con qualsiasi altro media online. È certamente il protagonista assoluto del real time e della trasversalità, molto più avvezzo di Facebook alla creazione e fruizione di cluster di informazione efficaci e sufficientemente esaustivi.

Il tweet “Terremoto in Giappone magnitudo 8,9 migliaia di morti e danni ingenti – LINK”, ad esempio,  rappresenta nella sua essenzialità e sintesi una vera e propria notizia, completa e di per se efficace, velocissima da battere, da leggere e da far rimbalzare nel web come un moderno e globale tam-tam. Tutto il resto è approfondimento, può essere rimandato ad un momento successivo e non aggiunge grande valore. Inoltre, se opportunamente taggato (es. #terremoto e #giappone), quel tweet sarà disponibile nei listing di ricerca correlati a tali hashtag, accorciando il percorso dei rimbalzi e arrivando a chiunque sia davvero interessato a quei determinati argomenti.

Queste e molte altre caratteristiche, che più avanti saranno meglio analizzate, fanno di Twitter lo strumento giusto per:

  • informazione
  • promozione
  • branding
  • networking
  • sharing
  • listing
  • community building
  • reputation management
  • rilevazione del sentiment

Quanto sembrava impossibile solo pochi anni fa, oggi è semplice e alla portata di tutti, con Twitter. Esso è al tempo stesso un personal media e un social media, un Information Network in grado di ridefinire completamente il concetto stesso di notizia e di informazione. Cos’è una notizia? E’ davvero notizia solo quello che passa in televisione, sui giornali o alla radio? Assolutamente no. La standardizzazione e l’industrializzazione dell’informazione, hanno determinato nel tempo un’eccessiva segmentazione e specializzazione, finendo per generare dei palinsesti sempre uguali a se stessi e popolati sempre dalla stessa tipologia di notizie.

Per i media generalisti tradizionali è dunque notizia la dichiarazione di un politico, l’omicidio, l’incidente, i grandi eventi, il gossip, gli sport maggiori e poco altro. Il resto è roba da media di settore, eventualmente, e ben difficilmente troverà mai spazio nei rispettivi palinsesti. Per i singoli individui, però, potrebbero essere notizie anche eventi e accadimenti del tutto marginali o di nicchia. La caccia alla notizia da parte di pochi sta dunque lasciando il passo ad un mezzo in grado di soddisfare qualunque esigenza, in modo capillare e in tempo reale. [continua]