tweethashtag.comTwitter è senza dubbio il mio social preferito. Mi permette di restare informato in tempo reale sugli argomenti di mio interesse, oltre che di fare networking. Ecco perché credo sia più giusto definirlo un Information Network, più che un social in senso stretto, cosa che di fatto ovviamente è. Per restare sempre informato sugli argomenti di mio interesse uso prevalentemente due strumenti: le liste di utenti, che creo in funzione delle materie principalmente trattate e gli hashtag, vera pepita d’oro di questa social miniera.

Cosa sono gli hashtag? Sono dei tag, etichette che si “incollano” ai tweet utilizzando il simbolo “#” (es. #MotoGP, per indicare che il tweet fa riferimento alla Moto GP) e che permettono a chiunque di leggere quanto si è twittato senza necessità di essere seguito da chi legge, che ci troverà semplicemente facendo una ricerca sul tag. La Primavera Araba, la morte di Marco Simoncelli, l’alluvione a Genova e molti altri accadimenti, sono tutti esempi di come Twitter rappresenti in tutto il mondo una fonte di informazione trasversale e un grande strumento di giornalismo partecipativo.

In soli 5 anni di attività, Twitter è stato capace di raccontare il mondo in diretta in soli 140 caratteri. Non solo, storie come quelle legate a #chucknorrisfacts o al famigerato #tunnelgelmini, o ancora al grande successo di Spinoza.it, insegnano che questo media è in grado di creare un’infinità di variabili umoristiche, grazie all’enorme quantità di cervelli che lo compongono e alla forza degli hashtag, che mettono in comunicazione in tempo reale queste intelligenze.

Ma come facciamo a sapere quando e quale hashtag usare oppure quando crearne uno nuovo? O ancora, quale hashtag cercare per essere informati in tempo reale su un determinato argomento? Tempo fa mi sono posto questa domanda, perché in rete non trovavo nulla di particolarmente utile al mio scopo e così ho creato TweetHashtag.comall the news you need, hashtag after hashtag, coadiuvato dalla social media agengy NetPropaganda, una sorta di enciclopedia in cui ognuno può aggiungere i propri hashtag, spiegare cosa significano e invitare  i lettori ad approfondire sul proprio blog attraverso link o video. Allo stesso modo chiunque incuriosito da un qualunque evento può sempre trovare l’hashtag corrispondente tramite il motore di ricerca interno. Chiunque può richiedere la registrazione al sito ed inserire quello che ritiene opportuno, oppure può scrivere ai gestori del sito lasciando così a loro il “lavoro sporco” di inserimento.

Questo progetto non vuole rappresentare una rivoluzione, né ambisce al successo, alla gloria o a chissà quale altra meta. L’idea è quella di offrire ai giornalisti e a tutti gli utenti uno strumento per trovare più facilmente quello che stanno cercando, collaborando insieme ad altri utenti alla compilazione di un grande elenco di tag, sigle, acronimi e invenzioni bizzarre, atte a catalogare i tweet e a creare attorno ad essi una community. Sono convinto che questo possa essere di grande utilità, soprattutto in un social da 140 caratteri e basato sul real time e sull’immediatezza.