Ogni tanto mi imbatto in post creati ad arte  per giocare sulla critica e sulla polemica, con il solo intento di generare traffico verso il proprio blog. E’ una tecnica abbastanza collaudata e, a dire il vero, mi stupisce ogni volta constatare come tale tecnica non venga immediatamente smascherata dagli utenti e dagli interessati e come questi post, alla fine, riescano quasi sempre nel loro unico intento: generare traffico! La tecnica è semplice: prendi il topic del momento, ad esempio un evento molto chiacchierato, lo analizzi a fondo, ne fai una critica molto dura e controcorrente, basata su un fondo di verità ma con molte evidenti forzature, siano queste imprecisioni, inesattezze o vere e proprie distorsioni della realtà, volutamente piazzate lì affinché sul tuo blog piovano commenti, rettifiche, precisazioni.

E questo puntualmente accade, perché chi si sente ingiustamente attaccato da tali critiche, forzate ad arte per rendere inevitabile la replica degli interessati, si affretta a postare il proprio punto di vista, che a sua volta genera repliche dall’autore del post e poi commenti di terzi e rettifiche e controrepliche e avanti così pressoché all’infinito, giocando su un pizzico di ingenuità da parte dei malcapitati di turno che non si accorgono del “tranello” teso e di essere stati strumentalizzati. Personalmente trovo queste tecniche lecite e piuttosto efficaci, ma se lasciamo da parte l’aspetto tecnico della cosa e andiamo sul fattore umano, è abbastanza triste che qualcuno si sforzi di sbarcare il lunario del proprio progetto editoriale in questo modo, ergendosi a Catone ogni volta e portando avanti inutili battaglie contro i mulini a vento.

Se debbo dare un consiglio spassionato, io eviterei di prendere in considerazione tecniche di questo tipo, che sanno molto di “macchina del fango” e ben poco di impegno concreto o di reali capacità di giudizio, oltre che essere il peggiore dei modi per attrarre visitatori verso un sito web. Se poi si tratta di siti o blog tecnici, più che di opinione, questo consiglio diventa assolutamente un NO su tutta la linea, perché non c’è nulla di peggio che gonfiare accessi e tempi di permanenza su un sito di nicchia, riservato agli addetti ai lavori o indirizzato ai clienti, con escamotage di questo genere, che falsano le statistiche e, quel che è peggio, mettono a rischio la credibilità e la spendibilità dell’autore / professionista. Tenere in vita un blog tecnico è  cosa difficile e richiede impegno, grandi competenze e passione. Ci vogliono mesi e anni per farne una fonte autorevole e giorni o minuti per svilire il lavoro fatto e il tempo speso. Ne vale davvero la pena?