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Articoli con tag ‘web’

Digital Magics Demo Day e le galline dalle uova d’oro

digital magics logo Digital Magics Demo Day e le galline dalle uova doroGran bel pomeriggio, quello di ieri al Nhow di Milano, in via Tortona, per il Demo Day dell’incubatore di startup web Digital Magics. Il Gruppo Digital Magics è tra i più fertili incubatori industriali italiani di iniziative online; la sua attività è inserita nel mondo del venture capital ed è focalizzata sull’individuazione di idee di business a cui offrire supporto nella “seed phase” e nel successivo periodo di “start up”. Attraverso il suo LAB, Digital Magics offre ai suoi incubati servizi finanziari, strategici, logistici, tecnologici e di marketing oltre al supporto di business management per accelerare lo sviluppo dell’impresa. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 2004, ha avviato 25 startup nei settori delle piattaforme di online advertising, del publishing, dei servizi di marketing al commercio elettronico.

Nel corso della Demo Day, introdotto da Enrico Gasperini, manager di Digital Magics, sono state presentate dieci iniziative digitali, “le Digital Top Ten, tra le 25 incubate dal gruppo. A disposizione di ciascuno dei CEO soltanto 10 minuti, per convincere gli operatori di venture capital, i business angel, i gruppi industriali e gli analisti presenti della bontà del progetto e per illustrarne gli step e le necessità finanziarie. Molto interessante anche la tavola rotonda “Gli attori del venture capital digitale”, con esperti del settore sul tema dell’innovazione high-tech in Italia e sugli scenari internazionali. Read the rest of this entry »

Patrioti Digitali con Risorgitalia.it

patrioti digitali logo Patrioti Digitali con Risorgitalia.itUna bella iniziativa legata al web per i 150 anni dell’Unità d’Italia e destinata non soltanto a noi geki smanettoni, ma a tutti gli internauti che vogliano condividere racconti, riflessioni e dediche : è questo l’obiettivo di Risorgitalia, un progetto che chiama a raccolta i patrioti digitali per riscoprire il patrimonio culturale italiano sfruttando le risorse dei social media.

Il progetto e il relativo sito web sono stati sviluppati in meno di  dieci giorni, grazie al crowdsourcing e alla “collaborazione dal basso” di professionisti della comunicazione, legali, tecnici e artisti, a ribadire che la rete ha una grande capacità di mettere insieme competenze e professionalità diverse per scopi e finalità di interesse comune, anche senza produrre guadagli materiali tangibili.

Il sito è online all’indirizzo www. risorgitalia.it, ma c’è anche una pagina su Facebook, che ha raccolto in poche ore oltre mille visualizzazioni, e un account Twitter, per seguire l’andamento dell’iniziativa. Senza legami con alcuna fazione politica, il sito punta sugli internauti per creare un ”nuovo Risorgimento condiviso“. Read the rest of this entry »

Marketing: i testimonial del futuro, né banderuole né bandiere!

claudio trivial Marketing: i testimonial del futuro, né banderuole né bandiere!Se c’è una cosa che mi lascia, questo 2010 che se ne va, è l’assoluta intolleranza per i personaggi sovraesposti, per l’abuso dei testimonial nella pubblicità, per le solite vecchie facce in politica e, più in generale, per il vecchio che ristagna in troppi settori. Eppure dovrebbero averlo ormai capito, i vecchi pubblicitari da “old media”, che quel tipo di marketing non funziona più! Fenomeni come il Grande Fratello, in giro da oltre 10 anni, X-Factor, Amici e tantissimi altri, dovrebbero aver spiegato in modo più che convincente che c’è bisogno di facce nuove da affiancare e mixare alle vecchie, se non a sostituirle del tutto.

Non che io sia favorevole a quel genere di spettacoli e di business, sia chiaro, ma se vanno per la maggiore una ragione c’è ed è evidente: la gente non ne può più dei “soliti protagonisti”, vuole essere parte dello show e interagire, non essere più relegata al ruolo di spettatore passivo.  Non voglio addentrarmi in un’analisi troppo approfondita, ma mi sembra di tutta evidenza che “le bandiere” non vanno più di moda in nessun settore, a partire dallo sport, in cui un tempo erano un vero e proprio pilastro, fino alla cultura, alla politica e a tutti gli altri settori. Ed è anche giusto, a mio avviso. In un modello di sviluppo sociale come questo, basato sulla velocità e sulla mutevolezza, essere una bandiera non offre alcuna garanzia ed espone a troppi svantaggi. Primo tra tutti quello di non aver più nulla da dire o da portare, di rimanere seduti e di non essere capaci di andare oltre.

L’unica bandiera che mi viene in mente, a pensarci un po’, è il sempiterno romanista Francesco Totti, ma è talmente seriale come bandiera da rappresentare la classica eccezione che conferma la regola: fedele alla Roma da sempre, fedele da un bel po’ alla moglie Ilary e con questa fedele alla Vodafone in una serie infinita di spot tormentone di cui, in tutta sincerità, potremmo fare volentieri a meno, dopo tutto questo tempo. A dire il vero le compagnie telefoniche sembrano essere tutte tragicamente appiattite sul modello del “testimonial a tempo indeterminato”: TIM con De Sica e Belen (che, per bella che sia, rischia seriamente di fare la fine di troppe mogli, ovvero di perdere di interesse e “appetibilità” causa sovraesposizione), Wind con Panariello e la Incontrada e con Aldo Giovanni e Giacomo, Fastweb con Valentino Rossi e Paolo Cevoli, etc. Ma questo modello funziona ancora? Read the rest of this entry »

Mettici il testo, il turismo religioso diventa 2.0!

Ricevo e volentieri divulgo, una interessante iniziativa di Art Museum hostel, una azienda costituita da giovani partenopei che si sta lanciando nel turismo con fantasia e creatività, cercando di sviluppare un progetto ambizioso. L’idea è quella di realizzare siti web sviluppati “a più mani” e in grado di proporre itinerari turistici e artistici nella città di Napoli.

La prima proposta di questi ragazzi è una ricerca sulle chiese di Napoli, per creare un elenco completo e dinamico da inserire sul portale  www.turismoreligiosonapoli.it. La “sfida” lanciata attraverso il contest “Mettici il testo” suona più o meno così: “Noi abbiamo l’elenco, Voi metteteci il testo!” e richiede agli utenti di produrre un testo su una chiesa di Napoli, comprensivo di un giudizio personale. I testi in linea con gli standard richiesti saranno pubblicati sul sito a firma dell’autore. L’autore giudicato più meritevole, inoltre, otterrà una proposta di collaborazione con Art Museum hostel.

Per partecipare a questa iniziativa può contattare Art Museum hostel all’indirizzo e-mail  info@artmuseumhostel.it, indicando in oggetto “PARTECIPAZIONE A METTICI IL TESTO”, indicando la disponibilità a partecipare all’iniziativa. i recapiti e richiedendo l’invio delle norme editoriali cui attenersi.

Il 2012 è vicino, convertitevi e praticate i riti dell’era 2.0!

A furia di “cazzeggiare” su Twitter e Facebook con elementi del calibro di @RudyBandiera, @davidelico, @merlinox, @simmessa e molti altri, su definizioni e titoli vari come “Social Media Evangelist”, guru, superhero, etc., finirò col prendermi troppo sul serio ed inizierò davvero ad evangelizzare le masse… avevo già iniziato a farlo nel post Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, ma credo si debba davvero ribadire il concetto.

In realtà questo nuovo post nasce da una fase di lieve scoramento social, ovvero dalla constatazione che tutto l’entusiasmo investito nel condividere, collaborare e fare fronte comune alle richieste del mercato insieme ad altre realtà professionali, si limiti spesso alla redazione di liste, gruppi e forum, senza trovare la capacità di andare oltre e di sfociare in vere occasioni di cooperazione. Si fa un gran parlare e retwittare, insomma, ma di concreto ben poco.

Perché? Le motivazioni sono molte, ma al primo posto c’è sempre quella latente diffidenza che nasce dalle vecchie impostazioni, dagli antichi schemi che non concepivano la possibilità di collaborare tra realtà “concorrenti” e che spingeva le aziende e i professionisti a fare lobby (e non squadra) soltanto nei confronti di entità superiori ed astratte come lo stato o la legge, piuttosto che condividere bacini di utenza e clienti. Men che meno il know-how, un tempo blindato ed oggi esternato (talvolta ostentato) in pillole, se non addirittura in “polpette avvelenate”. Read the rest of this entry »

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