Claudio Gagliardini

your way 2 the web

By

Twitter e lo sport: con TIM e Ducati a Valencia Moto GP

Box TIM Ducati corse Moto GPDebbo ammettere che ho fatto molta fatica a concepire il titolo di questo post. Molto più semplice spiegare la cosa in questi termini: sono lieto e orgoglioso di annunciare che il prossimo weekend, dal 4 al 6 novembre, sarò ospite di TIM e Ducati per analizzare e raccontare come il mondo della Moto GP utilizzi Twitter in occasione del GP di Valencia.  Un vero sogno, anzi due. O tre. Insomma, amo Twitter e lo utilizzo, analizzo e studio sin da tempi non sospetti; amo i motori, seguo il motomondiale dai tempi di Uncini e Lucchinelli; amo la Ducati e Valentino Rossi, anche e soprattutto in un momento difficile come questo, in cui i valori in campo sembrano essere tornati quelli pre Vale/Yamaha, con la Honda davanti, la Yamaha a inseguire e la Ducati promessa, come quando la guidavano Stoner e Capirossi. Andrà meglio l’anno prossimo, ne sono sicuro!

Sarà una grandissima esperienza, per me. Se c’è un ambito in cui Twitter ha fatto breccia e potrà dire la sua con sempre maggiore incisività, questo è di sicuro quello degli eventi, in cui l’interazione tra i protagonisti (star dello sport, in questo caso, in altri casi artisti o performer), gli addetti ai lavori, le aziende coinvolte come sponsor, fornitori o prestatrici d’opera, il pubblico, i tifosi, i giornalisti e i blogger, etc., tocca livelli inimmaginabili e rappresenta il vero plusvalore in termini di comunicazione, promozione e molto altro. L’interazione stessa diventa spettacolo e informazione, superando i media tradizionali in rapidità (anche della tragedia del #sic, ho saputo da Twitter…), molteplicità di fonti e, soprattutto, coralità, con interessanti risvolti legati alla psicologia dei gruppi e al pensiero di massa.

Twitter è oggi un information network unico al mondo e diffuso su scala globale. E’ l’esatta rappresentazione di un mondo globalizzato in cui i singoli individui assumono un rilievo sempre maggiore, trasformando quotidianamente la società in un aggregato di cluster che interagiscono tra loro mantenendo ed esaltando la propria peculiarità e le proprie competenze, contribuendo ad un divenire fluido e dinamico che spesso sfugge agli schemi e alla prevedibilità. Twitter è un media globale, ma anche (e soprattutto) un personal media, che permette a ciascuno di diffondere il proprio messaggio in modo autonomo e in tempo reale. Una grande opportunità per tutti, ma un’enorme responsabilità per i big, nel nostro caso le star del motociclismo, ed il loro entourage.

Usare questo mezzo nel modo giusto è vitale, a certi livelli. Lo è per tutti, a ben vedere. Interagire correttamente è invece un’enorme opportunità, perché Twitter è in grado di garantire immediatezza, semplicità, interattività e complementarietà ai mezzi tradizionali, che per nessun motivo al mondo si deve pensare di poter sostituire o prevaricare. Pensiamo a uno sportivo che continuamente smentisca in tempo reale i “vecchi” media e che, in questo modo, tolga ai propri fan il gusto di sognare,  immaginare, commentare e fare congetture. Sarebbe un danno enorme, diminuirebbe drammaticamente le opportunità di visibilità e comprometterebbe il rapporto con la stampa, se non quello con gli stessi sostenitori. Meglio imparare ad usarli bene, i social (casi come quello recente di Vasco insegnano). Di questo e di altro cercherò di twittare live nel corso del prossimo weekend, con tutti quelli che vorranno interagire in questa ricerca live. Vi aspetto!

DUCATI sui Socialwww.twitter.com/DucatiMotorwww.facebook.com/Ducati
TIM sui Social:  www.twitter.com/Tim_Officialwww.facebook.com/TimOfficialPage

By

Marketing: i testimonial del futuro, né banderuole né bandiere!

Se c’è una cosa che mi lascia, questo 2010 che se ne va, è l’assoluta intolleranza per i personaggi sovraesposti, per l’abuso dei testimonial nella pubblicità, per le solite vecchie facce in politica e, più in generale, per il vecchio che ristagna in troppi settori. Eppure dovrebbero averlo ormai capito, i vecchi pubblicitari da “old media”, che quel tipo di marketing non funziona più! Fenomeni come il Grande Fratello, in giro da oltre 10 anni, X-Factor, Amici e tantissimi altri, dovrebbero aver spiegato in modo più che convincente che c’è bisogno di facce nuove da affiancare e mixare alle vecchie, se non a sostituirle del tutto.

Non che io sia favorevole a quel genere di spettacoli e di business, sia chiaro, ma se vanno per la maggiore una ragione c’è ed è evidente: la gente non ne può più dei “soliti protagonisti”, vuole essere parte dello show e interagire, non essere più relegata al ruolo di spettatore passivo.  Non voglio addentrarmi in un’analisi troppo approfondita, ma mi sembra di tutta evidenza che “le bandiere” non vanno più di moda in nessun settore, a partire dallo sport, in cui un tempo erano un vero e proprio pilastro, fino alla cultura, alla politica e a tutti gli altri settori. Ed è anche giusto, a mio avviso. In un modello di sviluppo sociale come questo, basato sulla velocità e sulla mutevolezza, essere una bandiera non offre alcuna garanzia ed espone a troppi svantaggi. Primo tra tutti quello di non aver più nulla da dire o da portare, di rimanere seduti e di non essere capaci di andare oltre.

L’unica bandiera che mi viene in mente, a pensarci un po’, è il sempiterno romanista Francesco Totti, ma è talmente seriale come bandiera da rappresentare la classica eccezione che conferma la regola: fedele alla Roma da sempre, fedele da un bel po’ alla moglie Ilary e con questa fedele alla Vodafone in una serie infinita di spot tormentone di cui, in tutta sincerità, potremmo fare volentieri a meno, dopo tutto questo tempo. A dire il vero le compagnie telefoniche sembrano essere tutte tragicamente appiattite sul modello del “testimonial a tempo indeterminato”: TIM con De Sica e Belen (che, per bella che sia, rischia seriamente di fare la fine di troppe mogli, ovvero di perdere di interesse e “appetibilità” causa sovraesposizione), Wind con Panariello e la Incontrada e con Aldo Giovanni e Giacomo, Fastweb con Valentino Rossi e Paolo Cevoli, etc. Ma questo modello funziona ancora? Read More

By

Il 2012 è vicino, convertitevi e praticate i riti dell’era 2.0!

A furia di “cazzeggiare” su Twitter e Facebook con elementi del calibro di @RudyBandiera, @davidelico, @merlinox, @simmessa e molti altri, su definizioni e titoli vari come “Social Media Evangelist”, guru, superhero, etc., finirò col prendermi troppo sul serio ed inizierò davvero ad evangelizzare le masse… avevo già iniziato a farlo nel post Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, ma credo si debba davvero ribadire il concetto.

In realtà questo nuovo post nasce da una fase di lieve scoramento social, ovvero dalla constatazione che tutto l’entusiasmo investito nel condividere, collaborare e fare fronte comune alle richieste del mercato insieme ad altre realtà professionali, si limiti spesso alla redazione di liste, gruppi e forum, senza trovare la capacità di andare oltre e di sfociare in vere occasioni di cooperazione. Si fa un gran parlare e retwittare, insomma, ma di concreto ben poco.

Perché? Le motivazioni sono molte, ma al primo posto c’è sempre quella latente diffidenza che nasce dalle vecchie impostazioni, dagli antichi schemi che non concepivano la possibilità di collaborare tra realtà “concorrenti” e che spingeva le aziende e i professionisti a fare lobby (e non squadra) soltanto nei confronti di entità superiori ed astratte come lo stato o la legge, piuttosto che condividere bacini di utenza e clienti. Men che meno il know-how, un tempo blindato ed oggi esternato (talvolta ostentato) in pillole, se non addirittura in “polpette avvelenate”. Read More

By

Al via il concorso “A SanValentino l’Amore twittalo con BitDefender”

San Valentino a Bucarest con BitDefenderUn importante esperimento di interazione attraverso uno dei social media più in voga del momento (Twitter, nda). L’obiettivo è quello di interagire con gli utenti, creando uno spazio virtuale e dinamico, dove potersi scambiare originali e divertenti messaggi d’amore.

Bucarest, 8 Febbraio 2010. Per San Valentino, BitDefender®, vincente produttore di soluzioni innovative anti-malware, si rivolge agli internauti appassionati di tecnologia con il concorso online “A San Valentino l’amore twittalo con BitDefender“.

Presentato come un esperimento di interazione web 2.0, il concorso offre come premio finale un fine settimana per due persone nella originale e intrigante Bucarest, quartier generale dei Laboratori di ricerca BitDefender.

Per partecipare alla campagna “A SanValentino l’amore twittalo con BitDefender”, bisogna disporre di un profilo Twitter valido. Gli internauti invieranno un messaggio originale d’amore contenente l’hashtag #BDSV, acronimo di BitDefender SanValentino. I messaggi saranno visualizzati su “http://www.bitdefender.it/sanvalentino/” per la durata della campagna.

Il termine ultimo per l’invio di messaggi è il 26 Febbraio 2010. I vincitori verranno annunciati il 2 Marzo 2010 dalla giuria composta di due membri interni quali Diana Stoleru e Gabriela Sotirca e due esterni quali il blogger Francesco Forestiero e l’esperto SEO Claudio Gagliardini @Cla_Gagliardini. I risultati saranno presentati sia sul profilo Twitter @BitDefenderITA, sia sulla pagina “http://www.bitdefender.it/sanvalentino“.

Oltre al premio finale, BitDefender offre ogni settimana 5 licenze Internet Security 2010 valide per un anno.

By

Cerchi un Social Media Expert? Tranquillo, su Twitter ne trovi a migliaia!

Prendo spunto e quoto appieno un bell’articolo di Pete Cashmore su Mashable, ironicamente intitolato There are 15,740 Social Media Experts on Twitter. Secondo una sua stima, stilata con la ricerca nelle biografie degli utenti attraverso tweepsearch, esisterebbero oggi ben 15.740 sedicenti esperti in media sociali, contro gli appena  4.487 che il blogger B. L. Ochman trovò nel maggio del 2009 (solamente sei mesi fa). Se i criteri delle due ricerche fossero compatibili si tratterebbe di una crescita rapida e per certi versi sorprendente;  ma  anche facilmente comprensibile, se si considera che questa nuova disciplina non ha nessun genere di inquadramento o di riconoscimento ufficiale e che, pertanto, chiunque si può fregiare di evanescenti titoli quali Social Media Guru, SM Ninja, SM Superstar e via socialmedizzando.

La materia piace, questo è certo. Sebbene nell’ambiente siamo in molti ad interrogarci sul significato e sulla remuneratività di questa nuova specializzazione, declinata nelle sue varie forme e denominazioni, ma se prendiamo per buona la crescita registrata nel secondo trimestre del 2009 e la prioettiamo al fatidico 2012, ci accorgiamo non senza sgomento che allora potremmo annoverare tra le nostre fila almeno 3 milioni di Social Media Experts. Un numero apocalittico che mette i brividi! Un esercito di esperti di una materia in continua evoluzione e con una storia fatta di mesi e di quotidianità, più che di anni, di scienza e di statistica.

Occorre dunque una riflessione seria, che sappia andare oltre l’ironia e comprendere se questa materia non stia diventando una fabbrica di illusioni e di speranze, più che rappresentare una vera opportunità di lavoro e di carriera per milioni di euforici e confidenti “gechi”. E soprattutto occorre mettere un po’ d’ordine anche nel novero delle professionalità legate ai social media e alle nuove tecnologie, non fosse altro che per meglio comprendere se la figura pià adatta a determinate mansioni sia quella del Guru piuttosto che quella del Ninja, o del Marketer o dello Strategist oppure dello Specialist o ancora quella della SuperStar…