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Quando creare contenuti diventa arte

Rudy Bandiera Le MagnificheIl lavoro del Social Media Manager? Creare contenuti.” Credo che il 25/06 sarà ricordato da chi lavora in rete come una data storica. Oggi l’eterna lotta tra il mondo dei Social e quello della SEO ha toccato un nuovo apice, forse definitivo. Il mio amico e collega Rudy Bandiera ha voluto dire la sua e l’ha fatto usando la vera arma in più di noi “socialcosi”: la creatività.

E’ questa la vera differenza tra il grigio lavoro del SEO Specialist e i lustrini e le paillettes di quelli che invece “cazzeggiano” sui social media, sfruttando il “lato colorato” della rete. Certo, se si vuole avere successo online, non c’è un aspetto che davvero possa definirsi più importante degli altri. Per essere visibili in rete occorre lavorare su tutti i fronti, senza lasciare intentata nessuna strada.

Cosa che ovviamente non ha fatto lui, questo novello rapper emiliano che, incurante del giudizio dei troppi soloni della rete, continuamente a caccia di fuffa e di #fail, ha voluto cimentarsi in un video musicale dall’elevato potenziale virale. La parola alle immagini, dunque, alle #magnifiche che il buon Bandiera ha lanciato su Pinterest e al coraggio di questo vero e proprio guascone della rete.

P.S. Questo ipertatuato figuro è anche il mio testimone di nozze #sapevatelo

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Ben & Jerry’s cerca un Digital Reporter

Ben & Jerry’s cerca un Digital ReporterEstremamente interessante la campagna 2012 di Ben & Jerry’s, marchio di gelati distribuito da Unilever. Nell’ambito di questa nuova campagna si terrà Scoop Tour, un viaggio che porterà un furgoncino carico di gelati e sorprese nelle principali piazze italiane da lunedì 7 maggio a domenica 17 giugno. Per Scoop Tour Ben & Jerry’s cerca un Digital Reporter, che farà da anello di congiunzione tra il web e la “strada”.

Il Digital Reporter di Soop Tour sarà responsabile del “Diario di Bordo”, dovrà redigere giornalmente e postare in tempo reale sul web tutto quello che accade durante il viaggio e, contemporaneamente, dovrà gestire le richieste degli utenti, che attraverso i social network potranno suggerire altre tappe del tour, che sicuramente si fermerà a Roma, Milano, Padova Venezia, Bologna, Ferrara, Pisa, Firenze, Siena, Perugia, e Napoli.

Ben & Jerry’s non si è affidata ai canali classici per la ricerca del Digital Reporter, ma a blog, siti e social network, in linea con lo spirito dell’iniziativa e con gli interessi e gli skill della risorsa ricercata. Il candidato dovrà inviare a Viralbeat (via mail a digital.reporter [at] viralbeat.com):

  • Il suo CV (formazione in marketing e comunicazione digitale)
  • Una lettera motivazionale: Perchè vuoi diventare il Digital Reporter?

Inoltre, per esprimere al meglio il proprio lato social, ogni candidato dovrà necessariamente caricare sulla brand page di Ben & Jerry’s  la lettera, una foto più simpatica e/o una video-candidatura. Sia la lettera motivazionale, che la foto, che il video pubblicati saranno un modo in più che il candidato avrà per farsi notare, presentarsi e ricevere i primi apprezzamenti dalla community.

Il candidato a diventare Digital Reporter dovrà dimostrare una forte propensione al Social Networking, conoscere in modo approfondito le principali piattaforme social, Facebook, Twitter, Foursquare e le diverse Applicazioni di sharing per smartphone.

Per ulteriori informazioni e per tutti gli altri dettagli leggere il post su ViralblogL’obiettivo è quello di formare con successo la risorsa affinché possa gestire le attività sui Social Media in totale autonomia. Per le attività svolte il Digital Reporter percepirà un compenso di € 4.000 lordi. Cosa aspettate ad inviare la vostra candidatura? L’offerta sembra… ghiotta!

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Riccardo Esposito, il professionista della settimana

Nome e Cognome: Riccardo Esposito
Settore: Web CopywritingCompetenze: scrittura ottimizzata per i motori di ricerca (e per gli umanoidi)
Per chi lavori: Freelance
Link: http://www.mysocialweb.it/web-writer/
Pagine e account Social:  https://twitter.com/#!/riccardoe,  http://www.facebook.com/my.social.web

Riccardo Esposito, webwriter presso My Social WebIn cosa ti senti davvero forte e perché?
Capire le esigenze della gente e soddisfarle scrivendo: ecco, questo è il mio punto forte. Quando scrivo cerco di immaginarmi la persona-target, le sue idee e le sue aspettative, e poi modello il testo con cura. Il lavoro comprende ricerca delle keyword, studio della concorrenza e tanta passione per la buona scrittura!

Cosa pensi che manchi all’Italia “Digitale”?
Manca proprio la cultura del digitale. E’ un problema dalle mille ramificazioni, ma io lo vivo soprattutto da una prospettiva professionale. La gente ignora il lavoro che si nasconde dietro la creazione di un sito web, di una strategia di Social Media Marketing, di un blog gestito giorno dopo giorno. E ovviamente ignora l’importanza di un testo ottimizzato per il web…

Quali strumenti web utilizzi quotidianamente per il tuo lavoro?
Molti credono che a un Webwriter basti un foglio Word e tanta buona volontà. Ovviamente non è così. Oltre al programma di videoscrittura (io uso Open Office) non devono mancare gli strumenti che ti aiutano a scrivere meglio come il vocabolario, il dizionario dei sinonimi e contrari, i link utili per risolvere i dubbi di grammatica.

Quali strumenti/siti/app web “di nicchia” pensi che siano destinati ad avere successo di massa?
Blomming, una piattaforma di e-commerce per tutti. La sua semplicità mi ha stupito: creare un negozio online è davvero semplice ed è perfetto per chi vuole sfruttare la forza di Facebook.

Cosa ti aspetti dal web e dalle nuove tecnologie nei prossimi 5 anni?
Più accessibilità alle informazioni, crescita della content curation, un web migliore e senza spam. Chiedo troppo?

Un caso di successo che hai seguito da solo.
My Social Web
, il mio blog. Sono partito da zero, con la piattaforma wordpress.com, e ho costruito tutto questa piccola risorsa giorno dopo giorno. Con passione e costanza. I dati sono in aumento ma, devo essere sincero, non guardo tanto ai numeri: preferisco interagire con i lettori attraverso i commenti, ma anche sulla mia Fan Page o su Twitter.

Grazie Riccardo, in bocca al lupo e buon lavoro.

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Twitter hashtag, cosa sono e come orientarsi

tweethashtag.comTwitter è senza dubbio il mio social preferito. Mi permette di restare informato in tempo reale sugli argomenti di mio interesse, oltre che di fare networking. Ecco perché credo sia più giusto definirlo un Information Network, più che un social in senso stretto, cosa che di fatto ovviamente è. Per restare sempre informato sugli argomenti di mio interesse uso prevalentemente due strumenti: le liste di utenti, che creo in funzione delle materie principalmente trattate e gli hashtag, vera pepita d’oro di questa social miniera.

Cosa sono gli hashtag? Sono dei tag, etichette che si “incollano” ai tweet utilizzando il simbolo “#” (es. #MotoGP, per indicare che il tweet fa riferimento alla Moto GP) e che permettono a chiunque di leggere quanto si è twittato senza necessità di essere seguito da chi legge, che ci troverà semplicemente facendo una ricerca sul tag. La Primavera Araba, la morte di Marco Simoncelli, l’alluvione a Genova e molti altri accadimenti, sono tutti esempi di come Twitter rappresenti in tutto il mondo una fonte di informazione trasversale e un grande strumento di giornalismo partecipativo.

In soli 5 anni di attività, Twitter è stato capace di raccontare il mondo in diretta in soli 140 caratteri. Non solo, storie come quelle legate a #chucknorrisfacts o al famigerato #tunnelgelmini, o ancora al grande successo di Spinoza.it, insegnano che questo media è in grado di creare un’infinità di variabili umoristiche, grazie all’enorme quantità di cervelli che lo compongono e alla forza degli hashtag, che mettono in comunicazione in tempo reale queste intelligenze.

Ma come facciamo a sapere quando e quale hashtag usare oppure quando crearne uno nuovo? O ancora, quale hashtag cercare per essere informati in tempo reale su un determinato argomento? Tempo fa mi sono posto questa domanda, perché in rete non trovavo nulla di particolarmente utile al mio scopo e così ho creato TweetHashtag.comall the news you need, hashtag after hashtag, coadiuvato dalla social media agengy NetPropaganda, una sorta di enciclopedia in cui ognuno può aggiungere i propri hashtag, spiegare cosa significano e invitare  i lettori ad approfondire sul proprio blog attraverso link o video. Allo stesso modo chiunque incuriosito da un qualunque evento può sempre trovare l’hashtag corrispondente tramite il motore di ricerca interno. Chiunque può richiedere la registrazione al sito ed inserire quello che ritiene opportuno, oppure può scrivere ai gestori del sito lasciando così a loro il “lavoro sporco” di inserimento.

Questo progetto non vuole rappresentare una rivoluzione, né ambisce al successo, alla gloria o a chissà quale altra meta. L’idea è quella di offrire ai giornalisti e a tutti gli utenti uno strumento per trovare più facilmente quello che stanno cercando, collaborando insieme ad altri utenti alla compilazione di un grande elenco di tag, sigle, acronimi e invenzioni bizzarre, atte a catalogare i tweet e a creare attorno ad essi una community. Sono convinto che questo possa essere di grande utilità, soprattutto in un social da 140 caratteri e basato sul real time e sull’immediatezza.

 

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LED Your City, a Milano con Philips e Wired

Philips Led Your City a MilanoOttima iniziativa targata Philips, “LED Your City” coinvolgerà a in questi giorni Milano e i suoi cittadini, che verranno invitati a dire la loro opinione per ridefinire la cartina ideale della luce del capoluogo lombardo. Gli utenti potranno raccontare, sulla pagina Facebook dell’iniziativa, come vorrebbero trasformare l’illuminazione della città e renderla ancora più  sicura, emozionante e funzionale, ridisegnandone la mappa: potranno indicare i luoghi della città in cui la luce gioca crea uno scorcio bello e particolare, i luoghi che per loro hanno un particolare significato, ma soprattutto indicare quelli in cui occorrerebbe un intervento per un’illuminazione diversa e più efficiente.

LED Your City è online dal 7 novembre al 13 dicembre 2011, consentendo alla mappa della luce cittadina di aggiornarsi in tempo reale e offrendo ai milanesi la possibilità di vedere quanto i loro giudizi siano condivisi e possano quindi rappresentare una base di discussione per progettare una luce migliore in città. Il progetto prevede il contributo di Wired che sosterrà la comunicazione e coinvolgerà i suoi lettori, per tutta la durata dell’iniziativa.

Al termine di LED Your City, in base alla “nuova mappa della luce di Milano”, Philips offrirà alla città, in accordo con l’Assessorato, la realizzazione concreta di un progetto di illuminazione per uno dei luoghi segnalati dai milanesi.

Twitter: @LedYourCity
Facebook: www.facebook.com/ledyourcity
Wired.it: www.wired.it/storage/partner/philips/default.html