Credo davvero che siamo vicini ad una vera rivoluzione nel campo del lavoro, oltre che nella società. Il web 2.0 ha rapidamente trasformato molti di noi in “animali sociali” a tempo pieno, caratteristica che naturalmente ci appartiene, del resto. Nel rapido evolversi di un paio di anni sono stati cancellati (almeno virtualmente parlando) decenni di propaganda individualistica ed egoistica strettamente correlata al vecchio modello consumistico. Poi la crisi ha fatto le sue vittime e contemporaneamente (forse non ha caso) si sono sviluppati i social networks (MySpace, Facebook, etc.)

Oggi ci si interroga su quale dovrebbe essere il rapporto tra questo nuovo fenomeno e le aziende. In molti casi la chiusura è totale, ma la mia esperienza personale mi insegna ogni giorno che si tratta di un grave errore. Lo stesso errore che un tempo si faceva con il protezionismo, ad esempio, e che non permette a questa economia di uscire dal pantano in cui da sola si è cacciata. Il social network non è un bengodi virtuale in cui si trovano nuovi amici per scambiare chiacchiere da bar, infatti, ma una vera piattaforma di condivisione e di arricchimento collettivo e personale.

Cosa si può ottenere in questo contesto? Molto, e non soltanto in termini di promozione e di visibilità. Anzi, direi che chi si avvicina a questo fenomeno con la prospettiva di vendere qualcosa e niente più, è destinato a rimanere deluso. Socializzare significa infatti donare agli altri e ricevere, condividere, collaborare, fare squadra per un risultato comune, non sgomitare per prevalere. Quell’epoca è finita da un pezzo. Chi crede di poter andare avanti da solo, oggi, ha perso prima ancora di partire. C’è talmente tanto da sapere e da fare, oggigiorno, che se non ci si aiuta e non si “sfrutta” il lavoro, le esperiense  e gli errori già fatti da altri, le possibilità di farcela sono davvero poche.

Il social network è a tutti gli effetti uno strumento di lavoro, dunque. Una piattaforma di condivisione fatta di molteplici ambienti ed applicazioni, tutte ugualmente importanti e degne di approfondimento e di studio. Ecco, se c’è uno sforzo che ciascuno deve fare per suo conto (ma anche no, ovviamente) è quello di imparare ad usare gli strumenti del web 2.0 per poi utilizzarli al meglio, magari pianificando con cura il tempo da dedicarci e gli obiettivi.