A dare un’occhiata alle notizie di oggi sembra di piombare dritti nel Truman Show. Basta una rapida scorsa ai titoli e agli occhielli per rendersi conto che… c’è un capo di stato estero che campeggerà a Villa Pamphili in Roma, dentro una tenda da beduino, dopo essere sbarcato dal suo aereo in divisa da domatore con una foto del “leone del deserto” attaccata alla giacca, scortato da un esercito di sole donne e con una sella da cammello da regalare al capo dello stato.

Poco più in là, al Senato, dove il domatore di cui sopra non terrà domani l’annunciato discorso causa immane polemica, che stranamente divide il PD, un comico presenta una proposta di legge di iniziativa popolare per il “Parlamento pulito” supportata da 350.000 firme, apostrofando coloritamente i politici e incassando la velata minaccia “nel corso della nostra storia offese volgari e qualunquistiche verso le istituzioni hanno avuto esiti drammatici” da parte di Schifani, oltre che il suo candido stupore. L’Associazione Nazionale Magistrati, frattanto, parla di “morte della giustizia” ed insorge contro la riforma delle intercettazioni e del processo penale, ”che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti”.

E ancora, mentre Fini dichiara, bontà sua, che ”per uomini come Berlinguer ha senso serbare ammirazione”, Bossi si sbilancia in un ”io e Silvio stiamo bene insieme”, perché “lui mica è scemo a seguire il referendum dove il primo partito diventa il partito unico“, dimenticando di aggiungere un bel “porca pupazza” e a a Malito, un piccolo centro del cosentino, i due candidati a sindaco, sostenuti schieramenti diversi, sono fratelli; a Roma, intanto, una gang di bulle che perseguitava le compagne di classe finisce in manette.