E’ di nuovo online il portale www.italia.it, seconda versione di una tra le più controverse realizzazioni delle nostre istituzioni. Nato concettualmente negli ultimi giorni del precedente governo Berlusconi e ricoperto di critiche per l’enorme budget allora stanziato, il portale ha visto la luce con il governo Prodi e con l’allora ministro Rutelli e torna online oggi dopo la “cura” Berlusconi – Brambilla.

screenshot_italiaitE di nuovo infuria la polemica. Un portale costato tantissimo, si dice addirittura 5 milioni di Euro, che non sembra in alcun modo soddisfare i requisiti minimi che una realizzazione di quel genere dovrebbe garantire. Non mi addentro nell’analisi dettagliata (su facebook ho creato il gruppo”ITALIA.IT i consigli degli utenti per migliorare” per discuterne assieme), ma da una prima occhiata ho potuto già notare un’enormità di cose che si potrebbero cambiare, migliorare o implementare.

Paradossalmente, però, non riesco a vedere soltanto i lati negativi di questa vicenda, che pure sono evidenti e drammatici. Al contrario in questa ennesima delusione (sono estremamente diplomatico, oggi) vedo una clamorosa occasione di collaborazione tra i cittadini e di partecipazione attiva nelle scelte delle istituzioni, in quello spirito 2.0 che il nuovo portale non ha neppure minimamente considerato. Credo che davvero questa sia la volta buona per poter dire la nostra con cognizione di causa, senza sentirci opporre centinaia di alibi semiattendibili o in grado di zittirci.

Questa volta no. Qui non c’è soltanto in ballo il prestigio dell’Italia e i nostri soldi, che tanto sarebbero “investiti” in mille altri modi se non questo. No, qui c’è in ballo l’intelligenza e la dignità di un popolo e la sua capacità di criticare costruttivamente le istituzioni, di dimostrare che in noi c’è sufficiente competenza (almeno in questo caso sì!) per opporre alle solite ragioni dello stato, le nostre solide ed inoppugnabili obbiezioni. Proviamoci, amici blogger, internauti e cittadini. Parliamone tra noi, parliamone con chi ci governa e veniamone a capo, almeno di questo! Non si tratta di criticare e di demolire, ma di costruire. Di costruire quello che le nostre istituzioni ed il loro entourage non sono state in grado difare in più di due anni e con un budget che una qualunque impresa italiana non si sogna neppure.