La Rete, grande abilitatrice e driver della transizione digitale, ci ha insegnato che ogni cosa è connessa e che nessun cambiamento è isolato dagli altri e senza di essi può essere compiuto. Il libro “Diario di volo” di Paolo Gallo (AD Italgas) ci spiega come la transizione digitale sia la precondizione della transizione energetica che nei prossimi decenni ci traghetterà verso la sostenibilità.

Che questa prima metà del XXI secolo sia un’epoca di grandi sfide lo abbiamo compreso sin dall’inizio, quando gli effetti della globalizzazione si sono manifestati in tutta la loro devastante potenza già dagli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono del settembre 2001. In quale direzione stessimo andando era in realtà chiaro fin dai tempi della caduta del Muro di Berlino e dalla fine della Guerra Fredda, ma è oggi più che mai evidente la grande accelerazione (non soltanto tecnologica) che si è registrata in questi primi venti anni del secolo e che la Pandemia Covid-19 ha contribuito a rimarcare in modo inequivocabile.
Oggi sappiamo per certo che la trasformazione digitale non può compiersi se non affrontiamo con essa i molteplici fattori del global risk e non diamo risposte all’incertezza economica, ambientale, politica e sociale che si sta manifestando in modo sempre più drammatico. E viceversa, perché ogni cosa è connessa alle altre.
Diario di volo - Come guidare la transizione digitale tra innovazione e sostenibilitàÈ in questo scenario che trova collocazione e valore il libro “Diario di volo – Come guidare la transizione digitale tra innovazione e sostenibilità”, pensato e scritto nel periodo pandemico e presentato in questi giorni a Milano dall’AD Italgas Paolo Gallo.
L’esperienza maturata dall’autore nel settore della distribuzione del gas naturale, e ancor prima in altri ambiti, è il punto di partenza per comprendere il profondo legame tra la trasformazione digitale e la transizione energetica, di cui essa è prerequisito improrogabile. Così come in altri ambiti e settori, infatti, la distribuzione del gas è oggi fortemente legata alla rete digitale e deve la sua efficienza alla sensoristica integrata, all’IoT e all’intelligenza artificiale che consentono di trasmettere dati, di ricevere ed eseguire istruzioni e di essere gestita da remoto. È tutto questo che renderà possibile nei prossimi anni il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Ue, che passano anche dalla possibilità di offrire ai clienti gas naturali e altre forme di energia, sempre meno impattanti, in modo sempre più capillare e con un livello di efficienza e di precisione sin qui inimmaginabili.
Quello della trasformazione digitale è dunque un obiettivo che deve essere perseguito e raggiunto qui e ora, ma che richiede non soltanto innovazione tecnologica e infrastrutture, ma soprattutto un vero e profondo cambiamento di mentalità e di approccio all’evoluzione del lavoro e dei processi aziendali.
Se fino a pochi anni fa ritenevamo che al centro di questa rivoluzione ci fosse il fattore tecnologico, che ovviamente ha un ruolo fondamentale in questo percorso, oggi ci accorgiamo (in colpevole ritardo) che è ben più urgente affrontare il fattore umano e mettere al centro di questa fondamentale transizione l’uomo, con le sue molte doti e capacità, ma anche con la sua fisiologica resistenza al cambiamento.
Ecco allora che la cultura digitale e la motivazione, che ciascuno deve trovare dentro di sé, diventano driver fondamentali e indispensabili per mettere insieme e armonizzare processi, tecnologie e infrastrutture in un percorso che segua una progettualità chiara e condivisa.
Nel corso della presentazione del libro di Gallo, che si è tenuta a Milano con la moderazione di Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia, oltre all’autore hanno dibattuto sui temi della trasformazione digitale, dell’innovazione, della sostenibilità e del change management Silvia Candiani, country manager di Microsoft Italia, Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School e la mental coach Nicoletta Romanazzi, che segue anche molti sportivi tra cui il campione olimpico dei 100 metri a Tokyo 2021 Marcell Jacobs.
Molti gli spunti emersi durante la presentazione e da cui partire per comprendere meglio come si possa e si debba affrontare la trasformazione digitale, che “non è una magia e non è un cambiamento che può essere soltanto imposto dall’alto. Società ed economia sono in rapida trasformazione e la digitalizzazione è il motore di questo cambiamento”. “Dopo la parentesi pandemica il PNNR ci aiuterà a recuperare velocità nella trasformazione digitale e nelle riforme che servono per innovazione, sostenibilità, transizione ecologica e progresso, ma è più che mai prioritaria l’integrazione dei criteri di sostenibilità nella strategia di business” – Paolo Gallo.


“I dati sono una risorsa aziendale preziosa e la tecnologia deve aiutare a trovare la strada giusta verso la trasformazione digitale, che va perseguita attraverso obiettivi sfidanti e progettualità lungimiranti”. “Per funzionare davvero Il cambiamento deve poggiare su consapevolezza e unione di intenti” – Silvia Candiani.


“Oggi sta emergendo in modo drammatico il fattore del global risk e le aziende sperimentano incertezza e volatilità”. “La visione è un pilastro fondamentale della trasformazione digitale; gli altri sono innovazione e creatività, execution e valore condiviso per tutti gli stakeholder e la collettività” – Paolo Boccardelli.
“Uscire dalla comfort zone provoca disagio o addirittura paura. Dobbiamo capire che quella zona di comfort è però anche la nostra prigione, che ci impedisce di tenere il passo della trasformazione digitale. Un fattore centrale è dunque quello della motivazione al cambiamento: occorre rendere le persone indipendenti e sollecitare automotivazione” – Nicoletta Romanazzi.


“Diario di volo” è il frutto di un importante lavoro di riflessione e di analisi, che parte dal caso Italgas ma che va ben oltre le mura e l’attività dell’azienda, dimostrando che non possono esistere strade diverse verso la trasformazione digitale, anche se ciascuno percorre quest’unica strada a modo suo, con le proprie risorse e mezzi ma quanto più possibile in sinergia con gli altri e verso un obiettivo comune: trasformare questa nostra civiltà in un laboratorio di evoluzione, di crescita e di sostenibilità, lasciando alla storia il ricordo di epoche in cui la mancanza di connessione e di sinergia determinava disuguaglianza, ingiustizia, scarsità e pericoli.

#DiarioDiVolo
Questo articolo è stato realizzato in partnership con Italgas #AD