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Al via il concorso “A SanValentino l’Amore twittalo con BitDefender”

San Valentino a Bucarest con BitDefenderUn importante esperimento di interazione attraverso uno dei social media più in voga del momento (Twitter, nda). L’obiettivo è quello di interagire con gli utenti, creando uno spazio virtuale e dinamico, dove potersi scambiare originali e divertenti messaggi d’amore.

Bucarest, 8 Febbraio 2010. Per San Valentino, BitDefender®, vincente produttore di soluzioni innovative anti-malware, si rivolge agli internauti appassionati di tecnologia con il concorso online “A San Valentino l’amore twittalo con BitDefender“.

Presentato come un esperimento di interazione web 2.0, il concorso offre come premio finale un fine settimana per due persone nella originale e intrigante Bucarest, quartier generale dei Laboratori di ricerca BitDefender.

Per partecipare alla campagna “A SanValentino l’amore twittalo con BitDefender”, bisogna disporre di un profilo Twitter valido. Gli internauti invieranno un messaggio originale d’amore contenente l’hashtag #BDSV, acronimo di BitDefender SanValentino. I messaggi saranno visualizzati su “http://www.bitdefender.it/sanvalentino/” per la durata della campagna.

Il termine ultimo per l’invio di messaggi è il 26 Febbraio 2010. I vincitori verranno annunciati il 2 Marzo 2010 dalla giuria composta di due membri interni quali Diana Stoleru e Gabriela Sotirca e due esterni quali il blogger Francesco Forestiero e l’esperto SEO Claudio Gagliardini @Cla_Gagliardini. I risultati saranno presentati sia sul profilo Twitter @BitDefenderITA, sia sulla pagina “http://www.bitdefender.it/sanvalentino“.

Oltre al premio finale, BitDefender offre ogni settimana 5 licenze Internet Security 2010 valide per un anno.

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Cerchi un Social Media Expert? Tranquillo, su Twitter ne trovi a migliaia!

Prendo spunto e quoto appieno un bell’articolo di Pete Cashmore su Mashable, ironicamente intitolato There are 15,740 Social Media Experts on Twitter. Secondo una sua stima, stilata con la ricerca nelle biografie degli utenti attraverso tweepsearch, esisterebbero oggi ben 15.740 sedicenti esperti in media sociali, contro gli appena  4.487 che il blogger B. L. Ochman trovò nel maggio del 2009 (solamente sei mesi fa). Se i criteri delle due ricerche fossero compatibili si tratterebbe di una crescita rapida e per certi versi sorprendente;  ma  anche facilmente comprensibile, se si considera che questa nuova disciplina non ha nessun genere di inquadramento o di riconoscimento ufficiale e che, pertanto, chiunque si può fregiare di evanescenti titoli quali Social Media Guru, SM Ninja, SM Superstar e via socialmedizzando.

La materia piace, questo è certo. Sebbene nell’ambiente siamo in molti ad interrogarci sul significato e sulla remuneratività di questa nuova specializzazione, declinata nelle sue varie forme e denominazioni, ma se prendiamo per buona la crescita registrata nel secondo trimestre del 2009 e la prioettiamo al fatidico 2012, ci accorgiamo non senza sgomento che allora potremmo annoverare tra le nostre fila almeno 3 milioni di Social Media Experts. Un numero apocalittico che mette i brividi! Un esercito di esperti di una materia in continua evoluzione e con una storia fatta di mesi e di quotidianità, più che di anni, di scienza e di statistica.

Occorre dunque una riflessione seria, che sappia andare oltre l’ironia e comprendere se questa materia non stia diventando una fabbrica di illusioni e di speranze, più che rappresentare una vera opportunità di lavoro e di carriera per milioni di euforici e confidenti “gechi”. E soprattutto occorre mettere un po’ d’ordine anche nel novero delle professionalità legate ai social media e alle nuove tecnologie, non fosse altro che per meglio comprendere se la figura pià adatta a determinate mansioni sia quella del Guru piuttosto che quella del Ninja, o del Marketer o dello Strategist oppure dello Specialist o ancora quella della SuperStar…

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Buon Natale a tutti!

Buon Natale a tutti i lettori, agli amici, ai clienti (che di norma sono amici pure loro),ai Fan di Facebook, ai Followers di Twitter, con i quali ho realizzato questo simpatico Twitpresepe (ecco la lista completa dei figuranti), che sfrutto un po’ per questi auguri…

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Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare

Stretta di manoGrande venerdì di #FollowFriday su #Twitter; follow, add, reciprocate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspettato, cinque o sei anni fa? Debbo ammettere che non sono stato uno dei primi a credere nelle potenzialità del web 2.0 e del social network. Non capivo perché ad un tratto la rete, fino ad allora destinata per lo più ai contenuti “ufficiali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai contributi degli utenti e diventare, credevo, un gigantesco contenitore di spam, di castronerie, di grida modello TV e di stupidaggini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma…

Il ma è che dopo due anni di sperimentazione e di comprensione del fenomeno, oggi ci credo più di chiunque altro e gli riconosco un grande merito: quello di aver stimolato la collaborazione tra gli utenti, rendendo possibile l’approccio tra realtà complementari o addirittura antagoniste o concorrenziali, come si usava sostenere un milione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha rovesciato la vecchia scala dei valori, togliendo meriti e onori a chi ne millantava, magari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituendone a chi sa vivere di maniche rimboccate e di capacità d’ascolto, di interazione e di cooperazione.

E questo serviva davvero, in un’epoca di super specializzazione e di tecnologie complesse che cambiano e si evolvono con estrema velocità. Certo, nel frattempo è cambiato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cambiato modo di vedere e di concepire la sfera lavorativa e la vita di ogni giorno.  L’antico adagio secondo cui la “concorrenza migliora il prodotto” deve essere riscritta in funzione delle due parole magiche del web 2.0: condivisione e collaborazione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ’80 si scambiano tecnologie, piattaforme, linee di produzione, etc.

Ora tocca a noi, che lavoriamo nei servizi del terziario avanzato o quarternario, ai professionisti del web e di tutte le aree e tecnologie ad esso collegato, annientando i vecchi schemi e abbattendo muri e barriere psicologiche, vecchie invidie e presunzioni, i complessi e le illusioni di un mondo che non esiste più. Ma soprattutto comprendendo che due figure sono destinate a scomparire in questo settore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibilità e i “lupi solitari”, che non sanno evolversi in battitori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumentando il raggio d’azione e le possibilità in modo reciproco.

E’ importantissimo collaborare in questo scenario. Collaborare e sperimentare una nuova ripartizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approcciare il cliente e di coinvolgerlo sempre più come partner, di seguirlo nella sua promozione e di affiancarlo alla nostra in convegni, fiere, dibattiti, momenti formativi. Grandi idee, come quella della Settimana del Baratto, sono destinate a produrre grandi risultati e ad abbattere molti vecchi muri e i nuovi social media sono i canali ideali per veicolare questi cambiamenti.

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Come avere successo su Twitter (e non solo…)

Twitter InfluenceTwitter è uno strano acquario in cui nuotano pesci di tutte le razze e di tutte le dimensioni, per lo più in branchi e seguendo molteplici flussi e correnti. L’immagine non è mia, ma deriva da un ottimo esperimento recentemente messo a punto dadue infor­matici del Politec­nico fed­erale di Losanna e concretizzatosi nell’ambiente virtuale di Minsh (ne ho scritto tempo addietroin Pesci svizzeri molto social nell’acquario di Twitter…).

In questo esperimento i pesci/utenti si aggregano in branchi in tempo reale, in base agli argomenti trattati, permettendo nuove conoscenze e nuovi scambi di opinione. Un’ottima esemplificazione di quanto accade realmente su Twitter, ma quali sono gli elementi di successo per un individuo o per un brand in questo canale? A spiegarlo prova oggi http://jeffbullas.com, con un sondaggio lanciato la scorsa settimana (What Makes A Brand or Person Influential on Twitter?) dal quale emerge che i principali fattori di successo (Twitter Influence) sono:

  • la qualità e il valore dei tweet 22%
  • la capacità di influenzare le azioni degli altri 18%
  • la “qualità”deifollowers 16%
  • il numero dei retweet ottenuti 16%
  • il numero dei followers 8%
  • la qualità e popolarità del sito o blog che promuovono 7%
  • la frequenza dei tweet 6%
  • la fama o popolarità già acquisita 5%
  • altro 2%

Il 72% che emerge dalle prime tre voci la dice lunga sul senso di Twitter e su come perseguire il successo su questo e su tutti gli altri social media e network. Non si tratta in assoluto di numeri, ma di sostanza. Solo l’8% dei partecipanti al sondaggio ritiene infatti che il numero dei followers sia un sinonimo di successo e di sicura influenza. Al contrario, ben il 56% del campione mette al centro i contenuti e la loro capacità di:

  1. essere tweettati
  2. essere retwittati
  3. essere di spunto per le azioni degli altri

Su Twitter, dunque “Content is King”, il Contenuto è Re, ed è questo che rende democratico questo mezzo, oltre a sancirne il successo. Poco importa se chi twitta sia più o meno famoso ed influente nella vita reale (12% tra fama personale e popolarità del sito o blog); quel che importa è la qualità, l’originalitàe l’interesse del contenuto proposto. E’ questo il segreto del successo su Twitter, molto più che nella società e nella vita reale, in cui l’apparenza e l’immagine spesso contano più della sostanza.