SAS Analytics 2015 Conference Roma

Quello del 2015 è decisamente un novembre affollato di eventi, nel mondo digital. Non siamo ancora al giro di boa della metà del mese, e già si è visto moltissimo e ad ottimi livelli. In questo periodo così pieno, non era possibile per me mancare al grande appuntamento marcato SAS, azienda leader del settore a livello internazionale, che ha portato per la prima volta a Roma la sua Analytics Conference, con relatori di grandissimo livello nel panorama dell’analisi. Un evento che ha fatto sold out e che ha visto la prestigiosa location del Parco dei Principi Grand Hotel & SPA, ai Parioli, riempirsi di addetti ai lavori e di esperti del settore.

Notevole il novero e il livello dei Keynote Speakers, che hanno fatto i loro interventi davanti ad una sala stracolma. Oltre ai padroni di casa SAS Carl Farrell, Radhika Kulkarni, Jill Dyché, Fritz Lehman e Bob Messier, sono stati illuminanti e molto apprezzati gli interventi di Rahaf Harfoush, Strategist and Digital Anthropologist, membro del Social Media Team di Obama, di Pierre-Philippe Mathieu, Earth Observation Scientist, Applications & Future Technologies Department della ESA, European Space Agency e quello del canadese Jer Thorp, Data Visualization Artist.

Difficile sintetizzare in un post le moltissime informazioni e gli spunti offerti nei tre giorni (9-10-11 novembre) dagli speech e nel corso dei Talk e delle sessioni Meet the Expert, spalmati su più sale e presi d’assalto dai partecipanti, ma alcuni dati sono emersi chiaramente e in modo trasversale. I dati saranno sempre più il petrolio e l’oro delle aziende e dell’intera umanità, che attraverso la loro raccolta, decrittazione, organizzazione e analisi potrà portare la nostra civiltà verso una nuova era. Un’era di maggiore consapevolezza, in cui il nostro lavoro sarà sempre meno basato sull’improvvisazione e i problemi saranno affrontati sulla scorta di proiezioni matematiche, piuttosto che di pericolose intuizioni o sperimentazioni.

Ovviamente SAS ha presentato in questo contesto i suoi strumenti di analisi, complessi e ricchi di funzionalità e capacità, ma soprattutto ha fornito una visione chiara della materia e delle sue implicazioni, che vanno ben oltre la nostra attuale considerazione. L’ispirazione dell’evento era molto chiara, in tal senso: “Building the Analytics Culture” è una mission di grande levatura, che SAS ha messo in grande evidenza in tutto il corso dell’evento, per voce propria e attraverso gli stimoli portati dai relatori esterni.

Stiamo andando verso un grande futuro fatto di innovazioni tecnologiche e di nuove modalità di gestione e di analisi, non soltanto nel business, ma in tutti gli ambiti e settori. Occorrono mezzi, strumenti, risorse, ma soprattutto è urgente che le aziende, le organizzazioni e le istituzioni si immergano dalla testa ai piedi nel fluido benefico della cultura dell’analisi e che comprendano quanto sia fondamentale mettere in campo non soltanto tecnologie e investimenti, ma soprattutto persone, risorse umane qualificate e appassionate dalle opportunità offerte dalla raccolta e dall’analisi dei dati.

Persone che sappiano tenere tra le mani il fuoco vivo dei dati e che siano in grado trasformarlo in energia, utile all’umanità che se ne servirà per dare origine ad una nuova era. Un’epoca in cui saremo in grado di fare scelte improntate all’azione, piuttosto che alla reazione e nella quale non dovremo più lavorare in costante emergenza, rincorrendo gli imprevisti e le fisiologiche urgenze di un mondo del lavoro sempre più complesso. Questo futuro è già qui, ma per ora solamente pochissime realtà lo stanno vivendo, perché più che il budget e le risorse manca la consapevolezza di quali siano le vere sfide e le vere opportunità che ci aspettano oltre quella che ci ostiniamo a definire crisi.

Un grandissimo evento, la Analytics 2015 Conference di Roma, che consiglio vivamente di tenere d’occhio per le future edizioni.