Da una settimana non si parla d’altro, forse perché la fama e il successo del social network più diffuso nel mondo occidentale fa ombra a qualcuno, o magari perché certe voci e certi pericoli sono reali e tangibili, chissà. Facebook (ma il social web in generale, direi) ha un suo tallone d’Achille nel rispetto della privacy e nella gestione dei dati personali, delle foto e di tutte le informazioni caricate dagli utenti. A seguito del polverone mediatico dei giorni scorsi, il team di Facebook è corso ai ripari ed ha implementato nuove funzionalità e modalità per la privacy, ma di questo argomento si continua a scrivere e a dibattere. E certi pericoli sembrano essere insiti nel mezzo e non del tutto arginabili.

Ma è davvero così pericoloso esporsi su Facebook? A volte sì, mi viene da pensare, soprattutto se l’attività che si svolge è legata alla più assoluta riservatezza e segretezza, come nel caso (limite) del futuro capo dei servizi segreti britannici, Sir John Sawers, la cui moglie ha pubblicato foto, indirizzi e nomi di amici sulla propria pagina Facebook, senza preoccuparsi delle conseguenze. Ecco, un caso estremo ma esemplare in cui, una volta di più, mi chiedo se siano le tecnologie ad avere limiti intrinseci o chi le usa… Essere presenti in rete, infatti, non è poi troppo diverso dall’uscire di casa al mattino e andarsene per le strade. Certo che esistono dei pericoli, la maggior parte dei quali non è prevedibile né arginabile in modo assoluto, ma nessuno di noi si sognerebbe di restarsene tappato in casa per paura di essere investito o scippato! Attraversare sulle strisce ed evitare eccessivi ingioiellamenti rappresentano precauzioni sufficienti, nella maggior parte dei casi; ottimismo e buon senso, forse la ricetta è tutta qui!

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