Schermata 2015-01-25 alle 09.29.50Questo fine settimana, dopo un bel po’ di tempo, ho deciso di staccare la spina e di concedermi un paio di giorni in montagna, perdendomi, sotto la (poca) neve, la valanga di polemiche seguita all’ennesimo sito web in ambito turistico della pubblica amministrazione.

A posteriori, credo che questo fosse davvero inevitabile, logica conseguenza di una serie infinita di scelte discutibili, il cui padre e madre è senza dubbio il caso Italia.it. Per fortuna ci hanno pensato i ragazzi di The Fool, società di monitoraggio reputazionale, a riassumere l’andamento di un polverone che (per fortuna) al sole della Val di Fassa mi sono perso.

A partire dall’annuncio del Ministro Franceschini, che sabato ha presentato il sito, in pochissimo tempo è montata la reazione della rete, che ha fatto contare quasi 12.000 tweet, portando l’hashtag #VeryBello in vetta ai temi di tendenza di Twitter (trending topics).

L’analisi “#VeryBello – Analisi Twitter” è estremamente interessante ed è stata condotta tra da le 11:18 del 24 gennaio e le 8:35 del 25, per un totale complessivo di 11.446 tweet, con una attività nel minuto di picco pari a 43 tweet (registrato alle ore 19:49 del 24 gennaio). Molto alto anche il numero di impression (altrimenti indicate come OTS – Opportunities to See): l’evento ne ha generate 38.577.373, calcolate moltiplicando il numero di tweet effettuati da un singolo utente per il numero dei suoi Follower.

Nhashtag_uniqueuser-20150125-verybello_bubble-chartella discussione sono stati coinvolti 5.844 utenti unici, con una media messaggi per utente intorno a 1 tweet per utente. Tra gli utenti coinvolti nella discussione spiccano @dariofrance, menzionato in 904 tweet, seguito da @expo2015milano, con un totale di 610 tweet che lo menzionano e da una mia vecchia conoscenza, sempre attivissima su Twitter: @pamelaferrara con 472 menzioni.

A generare più OTS (Opportunities to See), sono stati @expo2015milano, con un totale di 3.954.841 impression generate, @repubblicait con 2.917.256, @corriereit e @ttmobile_ rispettivamente con 2.681.755 e 1.576.756 di impression.

Gli hashtag più popolari e più utilizzati (contando le ripetizioni) sono stati #verybello (9.851 utilizzi, 5.005 utenti unici), expo2015 (2.482 utilizzi, 1.608 utenti unici) e #franceschini (185 utilizzi, 152 utenti unici).

Non entro nel merito della discussione, perché essa è già stata affrontata da tutte le angolature e da un numero elevatissimo di utenti (come emerge chiaramente dall’analisi di The Fool), circostanza che, ancora una volta, mi costringe a riscontrare che la rete è ormai il luogo di infinite e spesso inutili discussioni, in cui tutti credono di avere la verità in tasca e dove ciascuno si sente obbligato a dire la sua.

Non è questo, il web che vorrei. Non è questo il web che serve. Il sito verybello.it è probabilmente l’ennesimo esempio di un pessimo esercizio della pubblica amministrazione e di un’occasione perduta, che vede ogni volta la nostra classe politica pensare che sia meglio ricominciare tutto da capo, piuttosto che far funzionare quello che c’è già. Anche qui evito di entrare nel merito, che tanto la mia fiducia nella politica è talmente bassa che non saprei davvero scrivere niente di nuovo.

Quello che però voglio scrivere è che una rete come questa è destinata a perdere sempre, perché serve soltanto ad attaccare e ad esternare rabbia e frustrazione. Credo che anche i grillini più convinti, abbiano ormai capito che il tempo del “vaffa” liberatorio e fine a se stesso è ormai tramontato. Sarebbe il caso lo capissimo tutti, mettendo le nostre competenze e la nostra voglia di cambiare al servizio di qualcosa, non contro tutto e tutti.

Verybello.it non mi piace, ovviamente, è migliorabile da tutti i punti di vista, sembra sia costato l’ennesimo sproposito ed è probabilmente un altro pessimo figlio della fretta di poter mettere in campo qualcosa, se non addirittura di peggio; ma tutto quel rumore di fondo è servito solamente a dargli luce, piuttosto che a seppellirlo o, molto meglio, a fare in modo che possa eventualmente migliorare, con i feedback di ciascuno e con la dimostrazione di una vera e sana consapevolezza, unica arma possibile per chi non siede nella stanza dei bottoni.

La prossima volta, datemi retta, mettiamo in piedi una pagina su cui rilevare, ciascuno, errori, proposte, consigli e riflessioni serie, che mettano con le spalle al muro chi avrà impiegato male i nostri soldi, piuttosto che limitarci a far polemica inutile. Il web serve a unire le competenze e a fare rete, non a demolire tutto.