Festa della Marina Militare nel porto di Civitavecchia, stamani, con il Presidente Napolitano, i ministri della Difesa e dell’Interno Ignazio La Russa e Roberto Maroni e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino (che c’azzecca, verrebbe da pensare, ma era in rappresentanza della città natale di Cavour), tutti uniti in una “commovente” cerimonia di consegna della bandiera di combattimento alla nuova nave ammiraglia della nostra flotta, la portaerei Cavour.

Come sempre le frasi ad effetto hanno riempito le nobili ugole dei nostri governanti, tronfi d’orgoglio di fronte a tanta abbondanza di ferro e di polvere da sparo: “la consacrazione definitiva della Nave al servizio della Patria”, “il compimento di un progetto ambizioso ed unico nel suo genere“, “una lungimirante opera progettuale volta a corrispondere alle esigenze dello strumento militare nazionale per operazioni interforze e internazionali“, “una sintesi di qualità ingegneristiche e tecnologiche nazionali“, “la risposta più efficace del panorama navale, alle più attuali e pressanti esigenze operative sul mare“, “quattro navi in una“, oltre che all’immancabile e logoro “possa essere presidio di pace senza che la Bandiera debba mai essere issata per combattere“.

Figuriamoci, per combattere… E’ sicuramente alla pace che serve una nave lunga 240 metri e larga 39, capace di raggiungere la velocità di 28 nodi con un’autonomia di 7.000 miglia (gli otto generatori a bordo sprigionano una potenza di 18mila kilowatt), che può trasportare 24 velivoli, tra aerei ed elicotteri, forze e mezzi anfibi oltre ad un equipaggio di 530 unità (ma può imbarcare fino a 1.200 uomini), costata ai contribuenti 1,3 miliardi di euro e con una capacità di carico carburante pari a 2,7 milioni di litri.

Sempre rivolti e puntati sulla pace i tre mitraglieri Oto/Breda, il sistema missilistico Saam/It, i due lanciarazzi antimissile Sclar H, i due sistemi antisiluro Slat, i 24 velivoli i tra aerei ed elicotteri, i cingolati e corazzati, i carri armati Ariete. Una macchina da guerra devastante (e costosissima) al servizio della pace; ma cazzo, è come dire Rocco Siffredi a salvaguardia della verginità! La solita vecchia storia di sempre. A dirla tutta, però, c’è qualcosa di ancora più sorprendente. Sì, perché la nave, consegnata ufficialmente nel 2008, è il risultato di un contratto tra la Direzione Generale degli Armamenti Navali e la Fincantieri, firmato nel novembre del 2000.  Inizio lavori nel 2001 e consegna dopo soli 7 anni, alla faccia delle lungaggini burocratiche e degli appalti pubblici che vanno avanti per decine e decine di anni! Evidentemente la pace non può attendere…