Siamo in una fase molto delicata per il web e per tutte le sue applicazioni. Lo si dice da molto: l’avvento di quello che chiamiamo web 2.0 non ha rappresentato in alcun modo un traguardo per la rete, ma al contrario è stata la molla di un cambiamento rapido, profondo e radicale. Siamo ancora agli inizi e lo scenario prospettato da Jeremiah Owyang circa un futuro in 5 ere per il social web, ad esempio, sembra addirittura una semplificazione eccessiva rispetto agli accadimenti quotidiani.

Di oggi la notizia che Bing, il recente motore di ricerca di Microsoft, ha iniziato da qualche ora ad indicizzare i contenuti delle pagine, i profili ed i commenti su Twitter dei personaggi più importanti della tecnologia, delle finanze e della politica a livello mondiale. Una svolta epocale che permetterà a questi personaggi, solo a loro per ora, ma probabilmente a tutti in futuro, di esprimersi in tempo reale e senza filtri attraverso lo strumento del microblogging. Con conseguenze clamorose in termini di opportunità pubblicitarie per Twitter, Facebook, Google, etc. Di queste evoluzioni ne parla oggi anche un bel post di Claudio Vaccaro su www.socialware.it, dal titolo Microblogging war o sfida finale sulla search?

Cosa significa in termini di advertising questa nuova mossa di Bing (e non solo)? Il senso appare molto chiaro: l’indicizzazione della “statusphera” darà luogo ad una vera e propria guerra per l’indicizzazione in tempo reale, con conseguenti opportunità di guadagno da parte dei motori di ricerca e di tutto l’indotto. Una guerra fatta di battaglie quotidiane per la visibilità a colpi di cinguettii e status! Chi vincerà la guerra? I motori di ricerca, ovviamente…

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