Dopo il primo bond SDG da 1,5 miliardi di dollari lanciato negli Usa, Il 10 ottobre scorso Enel ha emesso il suo primo general purpose bond per il mercato europeo, legato al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. In particolare, l’obbligazione SDG Linked Bond, prima al mondo nel suo genere, è vincolata al perseguimento di due dei 17 obiettivi SDGs (Sustainable Development Goals) fissati dall’ONU nel 2015: energia accessibile e pulita e lotta al cambiamento climatico.

L’Accordo siglato da 195 governi del mondo alla conferenza sul clima di Parigi (COP21), nel dicembre 2015, ha messo nero su bianco l’impegno di quegli stati a contrastare i cambiamenti climatici. La sfida è quella di limitare il riscaldamento globale a valori ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitare il riscaldamento entro 1,5°C, riducendo in modo significativo i rischi ed i danni irreparabili legati al cambiamento climatico.

L’Accordo sul clima del 2015 ha determinato un’accelerazione nella transizione verso un’economia a basse emissioni di gas ad effetto serra, verso un’energia accessibile e pulita e con l’obiettivo di fronteggiare in modo efficace i cambiamenti climatici.

L’ultima emissione obbligazionaria di Enel ne rappresenta un esempio: un nuovo modo di coniugare finanza e sostenibilità. Con questo innovativo strumento finanziario, Enel contribuisce in modo concreto alla transizione energetica, utilizzando la finanza come strumento a servizio di un modello di business sostenibile.

Il segnale lanciato con SDG Linked Bond emesso da Enel Finance International N.V. è chiaro e forte: il Gruppo Enel punta ad una finanza sempre più sostenibile, supportando concretamente l’impegno del Gruppo a raggiungere gli obiettivi SDGs, guidato da strumenti finanziari che premiano comportamenti responsabili dal punto di vista della sostenibilità.

Le caratteristiche fondanti del SDG Linked Bond

Si tratta di un’obbligazione multi-tranche da 2,5 miliardi di euro direttamente correlata, in particolare, a due degli obiettivi SDGs:

  • SDG 7 “Affordable and clean energy”, con l’obiettivo di raggiungere entro il 31 dicembre 2021, una percentuale di capacità installata da fonti rinnovabili pari o superiore al 55% della capacità totale installata e consolidata (che al 30 giugno 2019 era pari al 45,9%);
  • SDG 13 “Climate action”, con l’obiettivo di ridurre del 70% le emissioni dirette di gas effetto serra per kWh al 2030 (emissioni di CO2 minori a 125g per kWh al 2030, rispetto ai 411g del 2017) rispetto al 2017. Questo obiettivo è certificato dalla SBTi – Science Based Target Initiative.

L’impegno preso con questa obbligazione è chiaro e garantito dalla struttura del bond emesso: se Enel non dovesse raggiungere i suoi obiettivi, il pagamento degli interessi annuali aumenterà di 25 punti base.

Il bond è garantito da Enel SpA ed è stato lanciato come parte del programma di emissioni obbligazionarie a medio termine, ottenendo un grandissimo successo con ordini di acquisto per circa 10 miliardi di euro. Significativa la partecipazione di Socialy Responsible Investors (SRIs), che permettono al Gruppo Enel Group di continuare la diversificazione della propria base investitori, altro fondamentale obiettivo reso perseguibile da questo deciso cambio di paradigma in chiave green, che il mercato dimostra premiare senza esitazioni.

La Science Based Target Initiative

La Science Based Target Initiative è un’iniziativa congiunta di: Climate Disclosure Project, Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), World Resources Institute (WRI) e WWF.

Gli obiettivi adottati dalle aziende per ridurre le emissioni di gas a effetto serra sono considerati “basati sulla scienza” se sono compatibili con ciò che la scienza del clima ritiene necessario per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

L’operazione di Enel va in questa direzione legando uno strumento finanziario ed il relativo costo, agli obiettivi ambientali e, in particolare, al raggiungimento di un target di riduzione delle emissioni di gas serra in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi.

Considerazioni sull’operazione

SDG Linked Bond mette in evidenza il collegamento virtuoso tra sostenibilità e creazione di valore da parte dell’azienda. Con questa operazione Enel va oltre le operazioni finanziarie come i green bond, mettendo in campo una vera e propria rivoluzione nell’universo SRI (Investimento Sostenibile e Responsabile).

 

La sfida del “green new deal” firmato Enel spinge forte verso un nuovo modello economico, che non si limiti a premiare chi sa fare business, ma chi riesca a creare lavoro, progresso, benessere e profitto rispettando l’ambiente, le persone e garantendo alle prossime generazioni un futuro migliore.

Una sfida in cui il Gruppo Enel si muove con spirito pionieristico: la strada intrapresa da Enel è un buon passo verso una finanza sostenibile, responsabile e consapevole del suo ruolo come trend setter. Ecco perché l’emissione del SDG Linked Bond è un’ottima notizia: oggi si passa all’azione in modo concreto, con obiettivi che non riguardano più esclusivamente l’economia, con fondi che non si limitano a finanziare specifici progetti green, ma il cui rendimento è direttamente collegato al raggiungimento di un target di sostenibilità. Una svolta che, finalmente, mette in gioco molti più capitali (ambientale, umano, sociale, culturale), coinvolgendo la scienza, che dovrà certificare che gli impegni presi siano effettivamente perseguiti.

Con operazioni come questa le aziende più virtuose possono massimizzare i profitti e minimizzare i rischi, creando valore per sé stesse, per gli investitori, per la società e per le persone.

La mossa di Enel si sposa inoltre con le politiche recentemente annunciate dalla nuova Commissione Ue, intenzionata a mettere sul piatto, con l’appoggio della Banca europea per gli investimenti (BEI), investimenti in sostenibilità ambientale per oltre 1.000 miliardi di euro.

La BEI è ad oggi la principale emittente di obbligazioni verdi, come testimoniano gli oltre 23,5 miliardi raccolti in 10 anni. Molti sono anche i governi europei, tra i quali anche l’Italia, che stanno in questi giorni annunciando piani legati ai green bond.

Post in collaborazione con Gruppo Enel.