Senza scomodare il famoso aforisma attribuito a Andy Warhol e secondo cui “in the future everyone will be world-famous for 15 minutes” (in futuro tutti potranno godere di 15 minuti di celebrità), personalmente ritengo che successo e popolarità non siano affatto per tutti e che, inevitabilmente, a raggiungerli siano persone del tutto particolari, dotate di grande carisma ma anche di precisi tratti caratteriali. Dei veri e propri “supereroi” della popolarità dotati di superpoteri non comuni, che pur non rendendoli dei predestinati al successo gli consente di mantenerlo una volta ottenuto, perché…

Sono genuinamente convinto che il successo, inteso come popolarità, in una società come la nostra assomigli per molti versi a un aeroplano, con una piccola ma fondamentale differenza: dopo il decollo un aereo spinge forte fino ad arrivare alla quota di crociera, che mantiene fino alla sua destinazione, quando inizia la discesa per l’atterraggio, disegnando lungo il suo percorso un trapezio. L’aereo della popolarità invece, dopo aver raggiunto la “quota di emersione” e di popolarità è costretto a continuare a salire e ad accelerare: ancora e ancora e ancora, fino a correre il rischio di spaccare i motori e di precipitare. Proprio quello che accade in una piramide, in cui il punto di massima altezza coincide con l’inizio di un’altrettanto ripida discesa a terra.

In un modello ipercompetitivo come questo qualunque sia la nicchia, anche microscopica, in cui si è riusciti a raggiungere la popolarità, spesso senza che vi fosse premeditazione, volontà o consapevolezza, c’è sempre qualcuno che da sotto spinge e accelera quanto più può, per raggiungere quella quota e possibilmente superarla. Un fenomeno che di recente è avvenuto con la categoria degli chef, emersa con i grandi talent show internazionali e oggi affollata al punto che difficilmente vedremo sopravvivere questi personaggi ai vertici della popolarità per più di qualche stagione televisiva.

Al punto di massima popolarità, infatti, che spesso arriva in modo molto rapido, l’unico modo per restare in alto è continuare a salire con la stessa spinta che ci ha portato sin lì, evitando che qualcuno da sotto ci sorpassi e ostacoli o fermi il nostro volo. La sola strategia possibile è allora continuare a rilanciare, alzando ogni volta l’asticella per mantenere viva l’attenzione su di noi, ma a quel punto la più totale autoreferenzialità non è più un rischio o un effetto collaterale del successo, ma l’unico modo per restare a galla.

Questo spiega, a mio avviso, il motivo per cui ad una popolarità duratura sono destinati quasi esclusivamente personaggi egocentrici che mettono sé stessi al centro di tutto e che finiscono per essere adorati come delle divinità pagane. Persone funzionali ad un modello e un sistema piramidale che ha bisogno di leader e di “guardiani” delle singole piramidi (nicchie), disposti a dare tutto ciò che hanno per tenere il proprio avamposto e non mollarlo al primo attacco o alla prima incursione.

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