Non è semplice riassumere in un articolo di pochi paragrafi cosa significhi avere la fortuna di partecipare alla tappa italiana di questo importante evento internazionale. Sono tre giornate intense, quelle che attendono i quasi 1.500 partecipanti provenienti da ogni parte del mondo. Esperti e appassionati di analytics, manager, leader di pensiero, addetti ai lavori e comunicatori del mondo dei dati e del business che trovano in #AnalyticsX il luogo ideale per confrontarsi sui molti temi che sono propri di questo mondo: advanced analytics, artificial intelligence, customer intelligence, cloud, data management, fraud and security intelligence, internet of things, machine learning, deep learning, risk management e le loro infinite declinazioni.

Durante l’evento ho avuto l’occasione di intervistare Michela Guerra, Sr. Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, che mi ha spiegato cosa significhi #AnalyticsX per SAS.

Il racconto di un evento così straordinario non può che partire dalla plenaria, incentrata sui tre pilastri dell’intero programma: UnderstandExploreRealise, che hanno preso rispettivamente il volto e le sembianze di sei speaker d’eccellenza: Oliver Schabenberger e Roberto Verganti, Giles Hutchins e Anders Indset, Mary Beth Moore e Randy Guard.

Comprendere

Dopo la prima giornata di corsi e di training, a far comprendere elementi fondamentali al pubblico entusiasta dell’enorme plenaria ci ha pensato Oliver Schabenberger, Executive Vice President, COO e CTO di SAS, con un illuminante viaggio nelle varie forme di quella che, in modo spesso fuorviante, chiamiamo intelligenza artificiale. Schabenberger ha mostrato cosa oggi possiamo fare con l’aiuto della cosiddetta Narrow AI (anche indicata come Weak AI) e quanta strada ci sia ancora da percorrere verso una vera AGI (Artificial General Intelligence, detta anche Strong AI o Full AI), che per ora è soltanto nei film e nella fantasia degli appassionati.


Ciò di cui oggi disponiamo sono forme di Narrow AI in grado di utilizzare al meglio i dati attraverso algoritmi; forme non pensanti, ma in grado di cambiare profondamente il mondo del lavoro e di portarci in una nuova era. Non quella dei robot che sostituiscono gli esseri umani, ma quella degli uomini che usano le macchine per fare molto meglio e per andare oltre.
Ventiquattro ore più tardi, sullo stesso palco, l’opportunità di aiutare il pubblico a comprendere è passata a Roberto Verganti, Professore di Leadership and Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano, autore di libri di caratura internazionale, come “Overcrowded: Designing Meaningful Products in a World Awash with Ideas” e grande leader di pensiero.


Un intervento lucido e illuminante, che ha messo in evidenza come le aziende debbano oggi passare dalla mera ricerca di nuove soluzioni alla ricerca di una nuova direzione. È questo che fa la differenza tra chi si limita a migliorare quello che già esiste, spesso incurante del fatto che i tempi siano cambiati al punto di non renderlo più necessario o anche soltanto utile e chi fa vera innovazione, trovando strade e significati nuovi. In una sola frase dare un senso.

Esplorare

Giles Hutchins è Presidente della Future Fit Leadership Academy e nel suo keynote la necessità per le aziende e per i loro manager di abbracciare il cambiamento esplorando a fondo la nuova realtà in cui siamo immersi e il senso di questo cambiamento multidimensionale, passando dalla reazione all’azione. Prendere esempio dalla natura e dal modo in cui essa gestisce la complessità può essere un ottimo punto di partenza per modificare profondamente le organizzazioni e il business.


Vero Guru e filosofo del business, nel corso dell’ultima mattinata di #AnalyticsX Anders Indset ha illuminato la platea con la sua incredibile energia. Ha mostrato dove stiamo andando, ovvero verso una possibile catastrofe ecologica, ideologica e sociale, e dove potremmo invece andare se solo ci sforzassimo di guardare le cose da un punto di vista più elevato. Ha spiegato una cosa semplicissima e al tempo stesso complessa: continuiamo a chiederci troppi come e nessun perché.

Realizzare

Randy Guard, Executive Vice President e CMO e Mary Beth Moore, AI eLanguage Analytics Strategist, entrambi di SAS, hanno animato le sessioni “realise”, con ospiti che hanno mostrato cosa si può davvero fare con i dati sul campo e come questi possano essere il punto di partenza di un percorso che va ben oltre il dato. Un percorso che in alcuni casi può addirittura portare a dimenticarsi dei numeri e a riscoprire tutta la nostra umanità.

Innovation Hub

Oltre ai keynote e alla plenaria, questo grande evento ha vissuto sull’onda del suo cuore pulsante, l’Innovation Hub di oltre 2.500 mq nel quale si sono svolte 12 super demo e si ha avuto la possibilità di fare networking con gli altri partecipanti. In questo enorme spazio anche i corner delle aziende partner e due divertenti escape room nelle quali è stato possibile di risolvere grandi problemi grazie all’uso dei dati. Team di quattro persone si sono messi alla prova nel tentativo di fermare un attacco informatico al data center “Two Flags” o a salvare cuccioli di animali dai bracconieri nel “Parco nazionale Datalake”.

Sessioni parallele

Sessantadue sessioni parallele hanno toccato tutti i temi legati ai dati e all’innovazione nei processi aziendali, verso vere e moderne data driven company.