Igor Spinella CEO Eggtronic

Volevo chiudere il 2015 con un’intervista ad un giovane imprenditore italiano che ci sta provando e riuscendo. Credo fermamente che questo Paese abbia i numeri per sviluppare un modello nuovo, un’imprenditoria basata sull’innovazione e su una vision chiara, in cui il business sia la logica conseguenza di un progetto che punta in alto. Molto più in alto che al mero arricchimento economico.

Così ho intervistato un giovane e brillante imprenditore modenese, CEO di Eggtronic e padre di una serie di prodotti interessanti, tra cui HUB IT, stazione universale di ricarica e Hub USB 3.0.

D) Imprenditore o “inventore”, cosa ti senti di più e, soprattutto, le due figure sono compatibili?

R) Fin da bambino mi sono sempre sentito innanzitutto inventore. Amo l’ingegneria, la fisica, la chimica, la matematica e le scienze in generale. Sono tutti strumenti per scandagliare il mondo, capire, vedere problemi e creare soluzioni.

Mi piace da matti guardarmi sempre attorno alla ricerca di qualcosa che non funziona, e che si può migliorare… mi viene in mente Pulp Fiction… la mia definizione di inventore è come quella di Wolf “risolvo problemi”.

Essere imprenditore è una necessità. 

Puoi avere le idee più belle del mondo, ma se le vuoi tradurre in realtà, e soprattutto se vuoi che entrino nella vita delle persone, devi essere imprenditore. Io adoro sviluppare prodotti, ma la soddisfazione più grande è vedere che le persone scelgono proprio gli oggetti che abbiamo creato noi, e che questi oggetti diventano parte integrante della loro vita. È appagante.

E per essere un bravo imprenditore devi amare i tuoi prodotti, visceralmente. Questo amore ti permette di essere un bravo imprenditore, capace di impegnarti al massimo in tutti i settori – finanziario, marketing, vendite, R&D, logistica, risorse umane, amministrazione – che sono alla base di un’azienda di successo. Altrimenti sai che noia per un ingegnere come me dedicarsi a campi lontanissimi dalla mia formazione? È la passione per il prodotto che ti spinge a essere un bravo imprenditore. Ma appena posso, formule e laboratorio restano la mia vera passione.

D) Italia, fuga di cervelli e nuove opportunità. Scappare via o trovare una strada intermedia?

R) Già molti anni fa, quando in Italia non si sapeva nemmeno cosa significasse la parola “start-up”, sono stato un sostenitore della via italiana, pur consapevole di tutte le difficoltà che comporta.

Vorrei che fosse chiaro per tutti – soprattutto per i giovani – che ce la si può fare anche in Italia, anche senza santi in paradiso, che l’estero non è il bengodi, e che spesso noi giovani sfruttiamo la scusa dell’Italia per nascondere le nostre lacune.

Chiaramente ancora questo mondo delle start-up, fatto di start-upper, business angel, dei venture capitalist, advisor e di mille altre figure, in Italia non è maturo ed ha delle lacune. C’è ancora da parte di tutti gli investitori la voglia di “fare l’affare” a rischio quasi zero. E non c’è sufficiente competenza nel giudicare i progetti imprenditoriali. Risultato? Tempi lunghi nel trovare risorse, spesso limitate perché date a pioggia anche a progetti poco meritevoli, e startupper frequentemente vittime di condizioni peggiori rispetto ad altre parti del mondo dove si è capito che l’idea vale più dei soldi, silicon valley in primis, e dove quindi al denaro è dato il giusto valore: null’altro che un acceleratore.

Però questo non vuol dire dover scappare all’estero, anzi! Vedo tanti progressi nel mondo delle startup in Italia… innanzitutto ora si sa che cosa vuol dire! 😀 E poi il modello di crescita è sempre meglio definito, si stanno delineando metodologie e investitori istituzionali che lasciano meno spazio a fortuna e improvvisazione, ed anche la qualità degli startupper italiani aumenta.

Vedo finalmente belle idee, sempre più spesso!

Credo che se questa evoluzione proseguirà, l’italia potrà veramente essere al centro di un nuovo rinascimento: le condizioni le avremmo tutte, sta solo a noi rimboccarci le maniche e crederci per superare i tanti problemi che indubbiamente ancora sussistono.

D) Parlami di questa ultima creatura, come nasce e in quale percorso si inserisce, rispetto alla vision di Eggtronic?

R) HUB IT è il primo prodotto di Eggtronic. HUB IT nasce dall’esigenza di risolvere un problema comune a tante persone, a casa, in ufficio e in viaggio. La tecnologia è stupenda, oggi tutti abbiamo computer, tablet, telefono (o telefoni), e-book reader, smartwatch, fotocamere, lettori mp3 e chi più ne ha più ne metta. Personalmente non resisto ed ho qualsiasi gadget tecnologico esistente.

Il problema è che tutti questi device necessitano di mille cavi e cavetti, caricabatterie, hub usb perché le porte sul computer spesso non bastano…tutto fonte di disordine ed inefficienza. E in ufficio devi replicare tutti gli strumenti che hai in casa, così come in viaggio, dove il problema dello spazio è sentito e si vedono spesso persone girare con una valigetta piena di cavi, adattatori e caricabatterie.

Ed ecco l’idea. HUB IT elimina praticamente tutto il disordine dalla scrivania, e sostituisce egregiamente moltissimi device diversi.

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HUB IT è contemporaneamente un multicaricatore, in grado di ricaricare velocemente anche i più moderni devices, è un hub USB 3.0 SuperSpeed, capace di trasferire dati dalla tua chiavetta o dal tuo smartphone al computer ad una velocità di 5Gbps – un film in full HD in meno di 15 secondi, integra dei moduli dotati di cavi a scomparsa riavvolgibili, così quando non li usi è tutto in ordine ma sai sempre dove sono, ed è molto altro ancora. Grazie all’approccio modulare basato su una base universale e tante “cartucce”, riusciamo ad offrire sempre nuove funzionalità. Ad esempio ora abbiamo lanciato la ricarica wireless Qi, appoggi uno o più telefoni sopra HUB IT e si ricarica tutto senza fili.

HUB IT è completamente personalizzabile per le proprie esigenze. Basta aprire la cover e inserire le cartucce preferite…ed ecco che con ordine e stile possiamo caricare e sincronizzare tutti i device del mondo, con e senza fili, tramite un unico oggetto compatto e leggero. E stiamo lanciando continuamente nuove cartucce e funzionalità…

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Abbiamo dato la priorità allo sviluppo di HUB IT rispetto ad altri nostri progetti più di ricerca perché ci ha permesso di entrare rapidamente nel mercato, di iniziare a far conoscere ed apprezzare Eggtronic a livello mondiale (siamo stati recensiti da USA Today, Macworld, MSN, Yahoo, Corriere della Sera e veramente tanti altri, e abbiamo 5 stelle su tutti i marketplaces: amazon,

L’approccio modulare ci permette di tenere alta l’attenzione e la soddisfazione dei clienti.

E inoltre HUB it dimostra che non siamo solo dei “topi da laboratorio”, ma che sappiamo produrre, sappiamo fare marketing e sappiamo commercializzare un prodotto. Questo approccio – brevetti “importanti” ed un prodotto consumer subito sul mercato – è stato un ottimo modo per attirare più facilmente l’attenzione di grossi investitori che, a brevissimo, investiranno nel progetto Eggtronic per sviluppare tecnologie ancora più rivoluzionarie… abbiamo brevetti che possono veramente cambiare il mondo come lo conosciamo oggi, rendendolo migliore, più funzionale ed ecologico!

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D) Digital Revolution: come vedi il futuro prossimo e cosa aspetti con più interesse o curiosità?

R) Innanzitutto vedo le tecnologie Eggtronic prendere piede a livello mondiale. Non lo dico per autoreferenzialità, ma perché, come accennavo, abbiamo sviluppato brevetti che possono veramente risolvere molti problemi di riduzione dei consumi e, quindi, riduzione delle emissioni dei gas serra. Stiamo realizzando un alimentatore così piccolo da essere quasi invisibile e leggerissimo, e così efficiente da permettere di ridurre le emissioni di CO2 di oltre 60 milioni di tonnellate all’anno, pari a circa 100 milioni di alberi, se la nostra tecnologia prenderà piede.

E non è tutto: le tecnologie wireless sulle quali stiamo lavorando sono molto migliori di quelle di qualsiasi competitor, ed estendono il concetto di alimentazione wireless. Televisori, computer, impianti stereo: praticamente ogni device sarà alimentato senza fili, in modo sicuro ed estremamente efficiente.

Per quanto riguarda invece altri settori che ci daranno delle sorprese positive, credo che presto gli algoritmi relativi all’analisi di big data saranno più maturi e più sfruttabili, nel bene e nel male, con grossi vantaggi potenziali per tutti, ma anche alcuni dubbi etici. Anche perché senza una buona analisi dei big data, l’internet of things di cui tutti parlano resterà una fonte inesauribile di dati inutilizzabili, quindi sicuramente questo è un campo interessantissimo e da tenere d’occhio per il futuro prossimo.

Nel futuro un po’ meno prossimo invece credo che ci avvieremo verso nuove forme di interfaccia uomo-macchina: attualmente siamo limitati da strumenti che, per quanto evoluti, sono l’evoluzione tecnologica di vecchi supporti e interfacce. Tastiere, mouse, touchscreen, pennini, display… tutte evoluzioni di strumenti antichi. Forse una prossima rivoluzione sarà una comunicazione più diretta con le macchine. Sembra fantascienza, ma ho già visto studi molto interessanti, presto o tardi basterà pensare e saremo su Google!

Anche in questo caso, ciò comporterà una rivoluzione potenzialmente positiva per il genere umano, ma anche grossi interrogativi etici.

Nel frattempo mi dedico alla nostra rivoluzione. Voglio far diventare Eggtronic una compagnia leader e conosciuta in tutto il mondo per prodotti veramente innovativi. HUB IT è il primo, e già sta piacendo moltissimo in tutto il mondo, e nel futuro lanceremo gadget e tecnologie sempre più avanzati!