La storia siamo noi, nessuno si senta escluso… sono le belle parole di una bella canzone di De Gregori, resa ancora più bella dalla Mannoia, tempo fa. Una canzone che mi gira nella testa da oggi pomeriggio, mentre buzzavo rabbiosamente contro la scontata ma amara fiducia al governo Berlusconi e un mio amico mi ha chiesto se non avessi paura ad espormi così tanto sui social media, visto che oltretutto lavoro nel web marketing.

In effetti ci ho pensato spesso e a volte, lo confesso, mi sono pure trattenuto. Ma davvero non credo che sia corretto stare alla finestra (anche se di sicuro conviene). Certo, le “rivoluzioni” non si fanno cliccando “mi piace” o condividendo vignette di Vauro o video di Travaglio; ma del resto io non sono un vero rivoluzionario. Non sono nemmeno comunista, né “di sinistra”, né di “centro sinistra”, di “centro destra”, o di destra, o fascista o chissà quale altra ignobile ed inesistente ideologia o fazione. Destra e sinistra non esistono più e non sono mai esistite!

La politica c’azzecca davvero poco in tutto questo. C’entra il marketing, semmai (e quello è il mio campo). Quel marketing che ha fatto di Berlusconi l’invincibile che ormai conosciamo. A dirla tutta non penso nemmeno che lui sia il peggiore di tutti i mali; casomai è l’incarnazione del male, la sua massima espressione e in quanto tale sarei davvero felice se uscisse di scena, lasciando l’Italia al suo destino (anziché al proprio volere). Non dovrei espormi così, io che faccio webmarketing, forse ha ragione il mio amico…

Ma fosse soltanto perché proprio di marketing mi occupo, non posso restare muto di fronte al “capolavoro” di un uomo che ha raggiunto negli anni un tale livello di insostituibilità. Non sono di sinistra, lo ripeto, ma credo che sia profondamente sbagliato accusare l’opposizione di non rappresentare un’alternativa credibile: è semplicemente impossibile farlo. Perché? Perché Berlusconi, comunque la si pensi, è stato capace di crearsi un aura di insostituibilità, di immortalità e di infallibilità (nonostante tutti i suoi sbagli, valorizzati ogni volta come se fossero opere d’arte).

Non che sia particolarmente difficile, quando hai soldi a palate, televisioni, giornali, mezzi pressoché illimitati, l’appoggio quasi incondizionato dell’economia, della chiesa, della massoneria, della politica internazionale (di nuovo nonostante tutto), del 50% degli italiani… ma è davvero così? Ecco, è anche per questo che mi sono convinto a scrivere su Facebook, a twittare, a buzzare in ogni modo il mio dissenso! Forse è proprio e solo da lì che si deve partire, se si vuole sconfiggere l’uomo, e soprattutto il sistema.

Perché è quello che dobbiamo sconfiggere: il sistema Berlusconi (ammesso che sia una sua invenzione). Un sapiente mix di “divide et impera”, “Gott mit uns”, “Uno spettro infesta l’Europa…” e via capitalizzando antichi e sempre validi insegnamenti. Un sistema basato sul marketing, sulla convinzione che tutto sia in vendita e che tutti abbiano un prezzo. Certo che a noi italiani ci ha comprato davvero con poco… culi, tette e calcio alla televisione e poco più! E’ stato bravo, non c’è che dire, ma credetemi: è solo questo il mostro da sconfiggere. L’enorme potenza dei suoi mezzi ed il loro potere di convincimento. Coraggio allora: usciamo allo scoperto, contiamoci e smettiamola di chiederci se sia opportuno dire quello che si pensa o se forse sia meglio restarsene alla finestra. La storia siamo noi, non dimentichiamolo mai!