Non mi piacevano neppure da ragazzo, gli scioperi. Non scioperavo a scuola, non l’ho mai fatto sul lavoro. E pensare che mio padre faceva il sindacalista…  No, per carità, massimo rispetto per chi aderisce a questo e ad altri scioperi, ma davvero non capisco quale fascino e utilità ci sia in questa pratica. A meno che non si tratti di forme estreme, ovviamente. Ma quel genere di scioperi, quelli che bloccano tutto e che davvero  fanno sentire le loro ragioni, le nostre democrazie li hanno proibiti con i loro precetti, per fortuna o purtroppo.

Quanto a noi blogger mi chiedo: chi danneggiamo stando zitti, oggi? E a cosa serve questa protesta? Certo che la cosiddetta “legge bavaglio” non è il massimo della vita per nessuno, ma davvero non riesco ad intravvedere nei suoi meandri (per quel che ho potuto leggere) i pericoli e gli attentati alla democrazia che in molti sbandierano. Sarà una legge come tutte le altre, credo, e non ci renderà meno liberi di quanto già non siamo. Preoccupiamoci di cose più gravi, amici blogger; di questa economia che non vuole saperne di ripartire, del modello di sviluppo della nostra società che non vuole diventare finalmente adulta e sostenibile, del lavoro che non c’è, della povertà, delle disuguaglianze.

Di questo e di molto altro, ovviamente, ma lasciamo gli scioperi ai lavoratori veri, quelli che rischiano la vita sui cantieri e che si spezzano le reni giorno dopo giorno, mentre noi ci affanniamo a trovare qualcosa da scrivere sui nostri piccoli contenitori di parole e qualcuno che abbia voglia di leggerle. Buon 14 luglio a tutti i blogger d’Italia.