Rubo il titolo ad una vecchia canzone dei vecchi Rokes di Shel Shapiro per un pensiero predomenicale e pre-elettorale. Un pensiero amarognolo, grigio come il cielo di Roma, tipico di chi come me si appresta a doppiare i 40 anni senza aver ancora imparato a vivere in questa società. E a capirla.

Lo chiedo a tutti voi: come si fa? Voi, che passate ore in macchina su raccordi e tangenziali e che vi alzate alle 6 per andare al lavoro alle 9 e fate rate, chiedete prestiti, comprate quello che oggi non potreste permettervi e che domani non varrà più un soldo. Qual’è la colpa di questa mia generazione “di mezzo”? Perché non mi sento a mio agio in questa Disneyland di centri commerciali e di solarium?

Chissà se sono io soltanto a desiderare un mondo diverso. No, non credo. Il problema è che il 99% degli insoddisfatti continua a scaricare tutte le colpe sulla politica (che di colpe ovviamente ne ha) ma non muove un dito per invertire la rotta. E potrebbe farlo. Basterebbe combattere con le “loro” armi una guerriglia senza troppo spargimento di sangue, perché combattuta con i soldi, non con le armi.

Basterebbe comprare di meno e meglio. Molto meno e molto meglio. Fare dei sacrifici, certo, rispedire al mittente i troppi gadget tecnologici costosi e di brevissima vita e sprecare meno, mettendo in crisi davvero un sistema malato, quasi agonozzante ma tuttora vivo e scalciante. Dire basta! I soldi non servono a nulla se non li si spende e “il sistema” si basa soltanto su questo. “Loro” ci hanno in pugno perché sanno che non smetteremo mai di spendere, il resto non gli importa affatto! Meditate, gente, meditate…

Sarà una bella societa’
fondata sulla liberta’
però spiegateci perché
se non pensiamo come voi
ci disprezzate… come mai?
Ma che colpa abbiamo noi?