Siamo ancora molto lontani, ritengo, dal comprendere e dallo sfruttare appieno le opportunità offerte dalla rete e le sue dinamiche più profonde. I “rumors” causati dalle proteste del popolo iraniano a seguito delle recenti e controverse elezioni, hanno stimolato alcune considerazioni e rinnovato in me l’antico “so di non sapere” di socratica memoria, associato ad un promettente “quindi studio e mi informo” di mia personale creazione.

Tra i tanti, in queste ore, leggo un bel post di Gianluca Rini su www.onemarketing.it, “Iran: le proteste aiutano il marketing del Web 2.0“, che in qualche modo da voce alla teoria secondo cui molto dell’impeto con cui i nuovi media stanno “pompando” la protesta sia in realtà il frutto di una sottile ed acuta campagna di marketing messa in atto da Google, Facebook e Twitter, che peraltro stanno lanciando nuovi servizi proprio in questo contesto. Chissà, la mia innata natura dietrologica potrebbe anche decidere di aderire a questa corrente di pensiero…

Invece cerco di resistere e provo ad addentrarmi in dinamiche più profonde. Certo, i nuovi media non possono che trarre giovamento da questo immane battage (e da molti altri), ma in fondo è la natura stessa del mezzo web a produrre questi risultati.  Tra le mie “citazioni web” preferite c’è n’è una di Wendy Piersall, imprenditrice seriale ed esperta SEO: “Google ti ama soltanto quando tutti gli altri amano te“. Proprio così. Si tratta di un cerchio perfetto in cui il fine ed il mezzo combaciano alla perfezione; è il classico cane che si mangia la coda, il mito di Sisifo* trasformato in un moto perpetuo in cui l’energia si ciba di se stessa ed aumenta in modo esponenziale.

E’ il paradosso dell’uovo e della gallina. Sono Google, Facebook, Twitter & Co. che sfruttano la protesta iraniana per farsi pubblicità gratuita o viceversa? Entrambe le cose e nessuna delle due, secondo me. Come il furbo Sisifo, l’uomo “ha sfidato gli dei” creando un mezzo di comunicazione, il web, talmente potente da essere al tempo stesso ed in tempo reale causa ed effetto, vittima e carnefice, spettatore ed attore. Nessuna speculazione, quindi, soltanto il frutto di una dinamica complessa, credo. Una piccola riflessione conclusiva: se non ci fosse stata la censura e l’oscuramento dei media tradizionale, gli iraniani affamati di comunicazione su scala globale avrebbero snobbato i nuovi canali preferendogli i vecchi oppure no? Io credo proprio di no…

*(il mito di Sisifo da Wikipedia – “Come punizione per la sagacia dell’uomo che aveva osato sfidare gli dei, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l’eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata“.

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