Non dovrei ammetterlo in questa sede. Eppure in me convivono due anime distinte, una convintamente ambientalista, in cerca della sostenibilità e di un progresso “diverso”; l’altra miseramente legata ai fasti del passato, al rombo dei motori, alla celebrazione di tutto quanto mi sto sforzando di combattere, fino ad ora con molte parole e pochissimi fatti.

In questi mesi sono per lavoro ad Occhiobello, in provincia di Rovigo. Sceso dopo cinque anni dalle alpi e dal Sestriere certe emozioni tornano ad essermi nuove. O forse no. Già, perché anche lassù i motori rombano spesso e nel silenzio dei monti fanno forse più effetto. Ma la Mille Miglia è un’altra cosa, accidenti! Un rombo che non molla per più di un’ora, mentre le vecchie auto passano tra Ferrara e Argenta, a mezzanotte suonata.

Strano anche per me, abituato al traffico di Roma, al caos, ai rumori. Strano ed entusiasmante, debbo proprio dirlo, anche se la mente mi conferma che no, proprio non dovrei! Quanta benzina bruciata, quanta CO2 nell’atmosfera, quanti soldi gettati al vento in un momento di crisi. Ma è un pezzo di storia, la Mille Miglia! Le nostre radici, le tradizioni di un paese che sorprendentemente ha fatto la storia dell’automobilismo, sportivo e non! Il paese di Nuvolari e di Ferrari, di Ascari, di Agostini e di Rossi (Valentino, non Vasco), il paese della Scuderia Ferrari, dell”Alfa Romeo, della MV Agusta, della Guzzi…

Il rombo si placa, il cuore smette di pulsare e la mente torna a ragionare. Vado a letto, ecco. Altra soluzione non c’è…