Un’altra data tristemente storica, tre giorni e seicentotrentasei anni dopo la persecuzione dei Templari, che ho già ricordato e commentato, il 16 ottobre 1943 rappresenta per gli ebrei di Roma, deportati in Germania dai nazisti, una ricorrenza drammatica e ancora oggi straziante.
Ancora un rastrellamento, anche in questo caso a sorpresa. Ancora la vigliaccheria di uomini contro altri uomini inermi, senza un perché. O con troppi perché, tutti ugualmente miserabili. È la follia del terzo reich, ormai allo sbando, contro l’incolpevole quotidianità di una comunità pacifica, che nulla ha a che spartire con una guerra che non gli appartiene. Una comunità che paga gli errori degli altri, la megalomania del duce, l’ipocrisia e l’inerzia di una parte dei romani e degli italiani, l’incapacità del papa di fermare un’inutile atrocità, a poche centinaia di metri dalle porte della sua città stato.
Il 16 ottobre del ’43 è anche un’altra di quelle date strumentalizzate, prese a simbolo di interessi di parte e rese qualcosa d’altro, qualcosa di più o di meno, a seconda dei punti di vista, come avviene per tante altre ricorrenze storiche, di cui ciascuno reclama la titolarità. Al di là di qualsiasi considerazione politica o religiosa, il mio personale 16 ottobre è soltanto un grido di dolore, un’esplosione di rabbia contro l’ingiustizia, contro la sopraffazione, contro tutte le “soluzioni finali” che la storia ci ha consegnato. È un abbraccio sentito a tutti gli ebrei di Roma e a tutte le vittime innocenti della follia umana.
Che resti soltanto una pagina triste della storia, questo orrore. Che nessuna generazione debba più subire o sopportare l’angoscia di famiglie strappate via dalle proprie case e portate allo sterminio. Che nessun uomo si arroghi più il diritto di disporre delle vite degli altri, di violare la loro intimità, di decidere chi sia degno di vivere o di morire. Che nessuno più consideri la razza o la religione o il sesso o l’ideologia politica una discriminante, un fattore di merito o di demerito.
Che arrivi davvero la pace e che resti per sempre!