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Articoli con tag ‘società’

Informazione ipocrita per gente mediocre…

Soltanto due battute sul caso del povero musicista rumeno ucciso per sbaglio a Napoli, in un agguato di camorra “mal riuscito”. Ieri i TG nazionali si sono affrettati a mandare in onda le immagini impietose delle telecamere a circuito chiuso della funicolare, commentandole con la solita insopportabile ipocrisia.

Immagini che calpestano la dignità della vittima e dei passanti, della moglie del morto, di Napoli, della società… immagini utili soltanto a fare audience e che avrebbero forse un briciolo di senso se non fossero state appesantite dal commento, se fossero state lasciate al libero giudizio della gente.

Certo, non è edificante vedere persone che lasciano morire un essere umano a quel modo, ma non si può gettare la croce sui napoletani per un situazione di insostenibilità e di ingovernabilità ormai cronica. Andateci voi, signori giornalisti, ad aiutare quella e tutte le altre vittime indifese di questa società infame.

Non dico che in un “paese normale” nessuno si sarebbe fermato a fare il buon samaritano (leggi “il proprio dovere”!), ma si tenga almeno conto del contesto prima di sputare sentenze! Napoli è oggi il far west (mi perdonino i napoletani che non la pensano come me) e non c’è film western che si rispetti in cui non si veda la gente tapparsi in casa dopo una sparatoria.

Ma che colpa abbiamo noi…

Rubo il titolo ad una vecchia canzone dei vecchi Rokes di Shel Shapiro per un pensiero predomenicale e pre-elettorale. Un pensiero amarognolo, grigio come il cielo di Roma, tipico di chi come me si appresta a doppiare i 40 anni senza aver ancora imparato a vivere in questa società. E a capirla.

Lo chiedo a tutti voi: come si fa? Voi, che passate ore in macchina su raccordi e tangenziali e che vi alzate alle 6 per andare al lavoro alle 9 e fate rate, chiedete prestiti, comprate quello che oggi non potreste permettervi e che domani non varrà più un soldo. Qual’è la colpa di questa mia generazione “di mezzo”? Perché non mi sento a mio agio in questa Disneyland di centri commerciali e di solarium?

Chissà se sono io soltanto a desiderare un mondo diverso. No, non credo. Il problema è che il 99% degli insoddisfatti continua a scaricare tutte le colpe sulla politica (che di colpe ovviamente ne ha) ma non muove un dito per invertire la rotta. E potrebbe farlo. Basterebbe combattere con le “loro” armi una guerriglia senza troppo spargimento di sangue, perché combattuta con i soldi, non con le armi.

Basterebbe comprare di meno e meglio. Molto meno e molto meglio. Fare dei sacrifici, certo, rispedire al mittente i troppi gadget tecnologici costosi e di brevissima vita e sprecare meno, mettendo in crisi davvero un sistema malato, quasi agonozzante ma tuttora vivo e scalciante. Dire basta! I soldi non servono a nulla se non li si spende e “il sistema” si basa soltanto su questo. “Loro” ci hanno in pugno perché sanno che non smetteremo mai di spendere, il resto non gli importa affatto! Meditate, gente, meditate…

Sarà una bella societa’
fondata sulla liberta’
però spiegateci perché
se non pensiamo come voi
ci disprezzate… come mai?
Ma che colpa abbiamo noi?

Se per caso dovesse finire…

Taluni sostengono che siamo vicini al capolinea. Profeti, visionari, millenaristi d’ogni sorta, i Maya (non l’ape, l’antico popolo sudamericano…) In effetti qualche segnale c’è, in giro.

Beh, sapete che vi dico? I capolinea non mi hanno mai spaventato! Intanto non c’è il pericolo di sbagliare fermata o di perdersi qualcosa. E poi vuoi mettere? Il biglietto lo sfrutti fino all’ultimo centesimo, senza sprecarne neanche un po’!

Arrivi pure stò capolinea, dunque! Arrivi e si tiri dietro questa massa di falsi e di ipocriti, questa gente da poco, questi teatranti senza arte e senza cuore, questa genìa di gente miserabile e corrotta, questi politicanti senza dignità, questi giornalisti senza orgoglio insieme ai loro giornali pieni di menzogne… il papa, nero dentro, e tutti quei bianchi cadaveri che popolano i templi del potere e dell’economia, ungendo il mondo, spargendo la peste della mediocrità, dell’indecenza e del servilismo.

Soltanto un piccolo sfogo senza troppe pretese…

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