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Non è un paese per social networkers: Italia sotto la media mondiale

Una ricerca di comScore, Inc. al mese di maggio 2009, rivela che la Russia è il paese in cui maggiormente si fa uso dei social network. I russi trascorrono in media 6.6 ore al mese sul social web e visitano 1.307 pagine al mese, un dato molto vicino a quello dei brasiliani, che a fronte di 6.3 ore mensili di presenza nel social network, visitano 1.220 pagine al mese. Il fatto impressionante è che questi due paesi, Russia e Brasile, presentano dati quasi doppi rispetto alla media mondiale, che si attesta a 3.7 ore sui social e 525 pagine visitate al mese.

L’Italia resta sotto la soglia della media mondiale, al ventesimo posto, con 3.2 ore al mese di fruizione dei social network e solamente 390 pagine visitate al mese, ad ulteriore riprova dell’arretratezza informatica del nostro paese e della pessima influenza del digital divide sulla fruizione web dei nostri utenti. Il social networking richiede infatti connessioni veloci e quel tanto di banda per non restare appesi a guardare gli altri che condividono, socializzano, scambiano… Read More

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Gli ospedali USA e i social media, un binomio in ottima salute

Il centro medico dell'Università del Maryland su Twitter

Il centro medico dell'Università del Maryland su Twitter

Il fenomeno è analizzato (e “incoraggiato”) da diverso tempo da Edward Bennet, un Web Manager americano specializzato nel settore ospedaliero (è direttore delle strategie web del Sistema Sanitario dell’Università del Maryland) ed autore del blog “Found In Cache“. Gli ospedali americani sono sempre più presenti sui social media, in particolar modo su YouTube e Twitter, evidenza ben illustrata nelle slides di Bennet su SlidShare.net in cui vengono descritti numerosi casi di successo e buone pratiche.

Ma cosa ci fanno gli ospedali americani sul social network? Moltissime cose, in verità, tanto da spingere Bennet a parlare di sanità 2.0! In effetti attraverso i social media gli ospedali possono:

  • gestire il servizio al pubblico (URP 2.0!)
  • raggiungere la community
  • fare didattica ed educazione ai pazienti
  • gestire le pubbliche relazioni
  • gestire la comunicazione delle crisi in tempo reale

Un bel traguardo ed una grande opportunità per questi enti. Tanto che Bennet ha già “monitorato” 250 aziende ospedaliere presenti sul web tra Twitter (160), YouTube (131), Facebook (94) e la blogosphera (24 blogs). Impressionanti i numeri relativi al Sistema Sanitario dell’Università del Maryland, la cui presenza web è curata da Bennet. Oltre 100 video didattici pubblicati su YouTube che generano 75.000 visitatori al giorno sul sito dell’università, presenza attiva e partecipata su Facebook e Twitter (più di 2.000 followers).

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The conversation prism, la mappa del social web

Un’ottima rappresentazione grafica di quella che i creatori definiscono “l’arte di ascoltare, imparare e condividere”, ovvero una brillante mappa del social web, in vendita al prezzo di 20$ in versione poster sul sito theconversationprism.com. Molto interessante il blog, in cui Brian SolisJesse Thomas spiegano il lavoro svolto.

The Conversation Prism by Brian Solis and Jesse Thomas

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Pesci svizzeri molto social nell’acquario di Twitter…

Si chiama Minsh ed è un acquario virtuale in cui gli utenti Twitter diventano pesci e si relazionano tra loro in una grafica 3D.

Minsh, the first underwater social world for Twitter users.

Minsh, the first underwater social world for Twitter users.

Minsh è la brillante idea di due informatici del Politecnico federale di Losanna, un mondo sottomarino virtuale in grafica tridimensionale, nel quale ogni pesce rappresenta un utente di Twitter. L’intento è quello di rappresentare visivamente gli interessi degli utenti Twitter; nell’acquario virtuale, infatti, le persone che stanno scrivendo o discutendo gli stessi argomenti sono visualizzati come pesci che nuotano assieme.

In pratica, quando una persona modifica il proprio stato su Twitter, il suo avatar pesciolino si sposta in tempo reale e si unisce al banco di pesci che ne condivide gli interessi, facilitando i contatti tra amici ed estranei per condivisione e affinità. Uno strumento innovativo ed originale che al momento è in fase sperimentale a numero chiuso, ma sul sito vengono promessi 1.000 account gratuito attivo dalla fine di luglio seguendo su Twitter @minshdotnet.

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Very Social Volkswagen Context Ads

La Volkswagen sbarca sul social network (Facebook e Twitter) con moderne campagne di contextualized advertising (Context Ad) basate sui dati contenuti nei profili degli utenti e sulle loro preferenze. Una nuova frontiera per la pubblicità ed un ulteriore passo avanti verso un web 100% social.

La campagna Meet the Volkswagens (curata dall’agenzia Crispin Porter + Bogusky) è basata su una applicazione Facebook e permette all’utente di ottenere un’analisi personalizzata della propria VW ideale in base al suo profilo. Premendo il tasto “Analyze”, Max e Bus (il mitico Maggiolone ed un Micro Bus del 1963), i simpatici consulenti, restituiscono due possibili scelte (nella foto quelle consigliate per me, che del resto ho già una Golf).

Lo screenshot dell'applicazione Meet the Volkswagens su Facebook

Lo screenshot dell'applicazione Meet the Volkswagens su Facebook

Molto interessante anche la versione Twitter, che chiede all’utente di inserire il proprio username per poter restituire un risultato personalizzato (la Volkswagen perfetta per te).

Queste campagne fanno parte di un lancio iniziato nel 2008 e fortemente web oriented, come dimostra anche la recente apertura del forum TDI Truth & Dare per la promozione delle nuove tecnologie diesel a basse emissioni, nonché le applicazioni Facebook “Tank Wars”, “diesel finder” e “savings calculator”.

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