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Intervista a Furio Camillo, Docente di Statistica Aziendale all’Università di Bologna

A seguito della mia partecipazione ad Analytics Experience 2016 a Roma, in cui ero rimasto colpito da numerosi interventi, tra i quali quello di Furio Camillo, ho avuto l’opportunità di intervistare il professore presso la sede milanese di SAS.

Gli ho chiesto del suo rapporto con SAS e di quanto questa collaborazione, che prosegue dai tempi della laurea, possa incidere sul lavoro di un Docente di Statistica Aziendale ed essere d’aiuto ai suoi alunni.

In particolare ho approfondito il ruolo di SAS University Edition, l’ambiente di studio e di insegnamento gratuito che SAS mette a disposizione dei docenti universitari e dei loro alunni. Risorsa preziosa e per lo più gratuita, che Furio Camillo ha descritto ampiamente e che mi ha convinto ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, che la collaborazione tra aziende e scuole, università in testa, è una leva fondamentale per il futuro degli studenti e delle aziende stesse.

A Roma, in occasione di Analytics Experience 2016, Camillo aveva trattato un tema a me molto caro: quello dei Big Data e delle loro possibili applicazioni. La sua trattazione, brillante e coinvolgente, aveva allora illustrato numerose esperienze legate al loro utilizzo. Un mondo che, come il professore mi ha confermato, è solamente all’inizio, con un enorme margine per il loro utilizzo, in futuro, non senza qualche rischio.

Troppe aziende, ne sono fermamente convinto, non hanno compreso l’importanza dei dati, della loro raccolta, analisi e utilizzo strategico. In chiusura di intervista ho chiesto a Furio Camillo se non crede che questa crisi sia anche conseguenza del mancato adeguamento delle aziende ad un approccio data-driven e anche su questo ho ottenuto una risposta molto interessante.

Ecco il video integrale dell’intervista:

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Ai #MIA14 con #UnVotoPerRudy, senza se e senza ma

Rudy Bandiera al matrimonio di Claudio Gagliardini, a CremonaSento di non poter trattenere qualche rapida considerazione sulla candidatura di Rudy Bandiera ai #MIA14, Festa della Rete, nella categoria “Miglior Personaggio“, dopo aver letto numerose esternazioni di perplessità o di stupore al riguardo.

Premetto: Rudy lo conosco personalmente da anni, siamo stati colleghi di lavoro, abbiamo fatto parecchie cose insieme, per lavoro e per diletto, è il mio testimone di nozze.

Sono sfacciatamente e genuinamente di parte, se vi chiedo di dare #UnVotoPerRudy, ma credo che questo sia in qualche misura un plusvalore. Vengo al dunque. Ho letto davvero di tutto, ieri, in merito a questa candidatura, e ancora una volta ho dovuto constatare che, oltre alla presenza del classico pizzico di malcelata invidia, nella maggior parte dei casi manca la consapevolezza di cosa si intenda, quando si parla di rete.

Perché e di cosa vi stupite? Sarà che sono di Roma e che per me, in quanto romano, il termine “personaggio” non ha necessariamente e sempre un’accezione positiva. Da noi si dice spesso “anvedi sì che personaggio…” e quando lo si dice non lo si fa pensando propriamente ad un complimento. Ovviamente non è il caso di Rudy, ma il termine “personaggio” non indica necessariamente un santone, un VIP o un premio Nobel, ecco.

Sarà che “personaggio” mi ricorda i fumetti, i cartoni animati, il cinema o il teatro. Sarà che ogni tanto ce lo chiamo anch’io “personaggio”, Rudy. Robe tipo: “ma guarda che c…o di personaggio che sei!”. E sarà, soprattutto, che se penso a un “personaggio della rete”, per me Rudy Bandiera è il prototipo assoluto di questa categoria, anche e soprattutto in ottica #MIA14; molto più del Papa, o di Renzi, di Fiorello o di chiunque altro non sia intimamente legato e la cui fama non sia dovuta preminentemente alla rete. Perché?

  • perché Rudy nasce dalla rete;
  • perché Rudy lavora da anni in rete;
  • perché Rudy è un nodo della rete;
  • perché Rudy, nonostante qualcuno pensi il contrario, non capisco poi perché (ma qualche sospetto ce l’ho), ha grandi competenze in materia;
  • perché Rudy ha un seguito sufficiente a fargli ottenere una nomination;
  • perché Rudy pur non facendo parte di determinati giri e pur non essendo ritenuto da troppi “big della rete” come “uno di loro”, lui smuove numeri importanti e piace a molti livelli, non soltanto quello degli smanettoni e dei geek;
  • perché Rudy è belloccio e piace alle femmine, anche senza avere una barba da guru indiano, rassegnatevi #satira #ironia #ridetecazzo;
  • perché come in tutte le cose in cui si vota, ad aver ragione sono sempre i votati, che piaccia o no!

All’amico Rudy va dunque il mio umile ma caloroso endorsement: votate per Rudi!

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Riccardo Esposito, il professionista della settimana

Nome e Cognome: Riccardo Esposito
Settore: Web CopywritingCompetenze: scrittura ottimizzata per i motori di ricerca (e per gli umanoidi)
Per chi lavori: Freelance
Link: http://www.mysocialweb.it/web-writer/
Pagine e account Social:  https://twitter.com/#!/riccardoe,  http://www.facebook.com/my.social.web

Riccardo Esposito, webwriter presso My Social WebIn cosa ti senti davvero forte e perché?
Capire le esigenze della gente e soddisfarle scrivendo: ecco, questo è il mio punto forte. Quando scrivo cerco di immaginarmi la persona-target, le sue idee e le sue aspettative, e poi modello il testo con cura. Il lavoro comprende ricerca delle keyword, studio della concorrenza e tanta passione per la buona scrittura!

Cosa pensi che manchi all’Italia “Digitale”?
Manca proprio la cultura del digitale. E’ un problema dalle mille ramificazioni, ma io lo vivo soprattutto da una prospettiva professionale. La gente ignora il lavoro che si nasconde dietro la creazione di un sito web, di una strategia di Social Media Marketing, di un blog gestito giorno dopo giorno. E ovviamente ignora l’importanza di un testo ottimizzato per il web…

Quali strumenti web utilizzi quotidianamente per il tuo lavoro?
Molti credono che a un Webwriter basti un foglio Word e tanta buona volontà. Ovviamente non è così. Oltre al programma di videoscrittura (io uso Open Office) non devono mancare gli strumenti che ti aiutano a scrivere meglio come il vocabolario, il dizionario dei sinonimi e contrari, i link utili per risolvere i dubbi di grammatica.

Quali strumenti/siti/app web “di nicchia” pensi che siano destinati ad avere successo di massa?
Blomming, una piattaforma di e-commerce per tutti. La sua semplicità mi ha stupito: creare un negozio online è davvero semplice ed è perfetto per chi vuole sfruttare la forza di Facebook.

Cosa ti aspetti dal web e dalle nuove tecnologie nei prossimi 5 anni?
Più accessibilità alle informazioni, crescita della content curation, un web migliore e senza spam. Chiedo troppo?

Un caso di successo che hai seguito da solo.
My Social Web
, il mio blog. Sono partito da zero, con la piattaforma wordpress.com, e ho costruito tutto questa piccola risorsa giorno dopo giorno. Con passione e costanza. I dati sono in aumento ma, devo essere sincero, non guardo tanto ai numeri: preferisco interagire con i lettori attraverso i commenti, ma anche sulla mia Fan Page o su Twitter.

Grazie Riccardo, in bocca al lupo e buon lavoro.

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Bruno Cannavacciuolo, il professionista della settimana

Nome e Cognome: Bruno Cannavacciuolo
Settore :Informatica Competenze: Project Manager IT
Per chi lavori: Lavoro come freelance in PMI che operano nel settore dell’Information & Communication Technology
Link: www.ares.na.it
Pagine e account Social:  Facebook , Twitter, Google PLUS, Linkedin

Bruno Cannavacciuolo, Project Manager ITIn cosa ti senti davvero forte e perché?
Negli anni ho acquisito una spiccata propensione al problem solving, la quale mi consente di analizzare e trovare soluzioni in poco tempo.  Ho acquisito anche conoscenze in varie tecnologie e metodologie informatiche.

Cosa pensi che manchi all’Italia “Digitale”?
La consapevolezza che l’informatica serva per migliorare la nostra vita, quindi ogni tecnologia deve essere efficiente, autonoma ma soprattutto semplice da usare.

Con quali figure professionali collabori già  e con quali vorresti collaborare?
Collaboro con programmatori ed analisti di web application, app e win32.

Quali strumenti web utilizzi quotidianamente per il tuo lavoro?
Tutti gli strumenti necessari alla mia attività: Eclipse, Toad, NetBeans, Weblogic, Tomcat, Oracle… e notepad J

Quali strumenti/siti/app web “di nicchia” pensi che siano destinati ad avere successo di massa?.
www.viralbox.net .

Cosa ti aspetti dal web e dalle nuove tecnologie nei prossimi 5 anni?
L’espansione della tecnologia mobile e touch nelle automobili. L’uso della biometria nel mondo dei servizi finanziari. L’uso del web come piattaforma globale di lavoro e di comunicazione digitale attraverso strumenti mobili (quali iPad, iPhone e similari)

Un caso di successo che hai seguito, da solo o con la tua azienda.
Ho lavorato su progetti di grandi dimensioni e con clienti del calibro di Telecom Italia, Pirelli e Regione Lazio.
Inoltre ho anche curato progetti di minore entità come l’app iATM (server side), iAgenteCommercio, Europacolor, ArcadiaTest.

Grazie Bruno e buon lavoro.

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Emanuela Zaccone, il Professionista della Settimana

Nome e Cognome: Emanuela Zaccone
Settore: Social Media
Competenze: Social Media Strategist. E geek.
Per chi lavori: Telecom Italia come ricercatrice (Working Capital), NinjaMarketing come Editor e responsabile della sezione Social Media, altre aziende come Community & Content Management (Eridania, Caldirola, Smappo). Mi occupo anche di formazione su temi legati al Geolocal, allo user engagement e al Social Media Marketing.
Citazione: “Per aspera ad astra”
Link: google.com/profiles/emanuela.zaccone
Pagine e account Social: Emanuela Zaccone su Linkedin, Zatomas su Twitteremanuela.zaccone su Facebook su ninjamarketing.it zatokih

In cosa ti senti davvero forte e perché?

Nella mia capacità analitica. Perché prima di analizzare mi immergo nelle cose: non ho mai preteso di conoscere qualcosa senza averla testata a fondo. Per questo ho fatto della mia passione per i Social il mio lavoro: cosa conosci meglio delle tue passioni?

Cosa credi che dovrebbe cambiare nel tuo settore?
L’arroganza di chi crede che “le robe dei Social le possono fare tutti”. Ne siete convinti?

Cosa pensi che manchi all’Italia “Digitale”?
La mentalità digitale. Che non significa solo lamentarsi per avere la banda larga o correre a comprare l’ultimo modello di iPad, significa avere una cultura partecipativa che abbia fame di Web e voglia di comunicare in una dimensione aperta al dialogo e alla collaborazione. Dovrebbe essere quella la prima spinta.

Con quali figure professionali collabori già e con quali vorresti collaborare?
Ho la fortuna di collaborare con persone provenienti da ambiti piuttosto eterogenei, ma tutti legati ai Social e al loro sviluppo: dagli ingegneri agli esperti di statistica, dai Web designers ai marketers. Tutti nel mio ecosistema. Che ovviamente è il mio “posto” preferito. Leggi tutto