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10 consigli per avere visibilità su Google Plus

Google Plus 10 consigliQuesto post è un omaggio a Google Plus, che faccio condividendo i 10 modi consigliati da Louis Gray per essere trovati su Google +, aggiungendo qualche ottimo esempio Made in Italy per iniziare alla grande su G+.

L’evoluzione online delle reti sociali trova oggi un grande alleato nelle cerchie di Google Plus. Sono passati pochi mesi dal lancio del social network di Mountain View, ma ognuno di noi web addicted ha già moltiplicato notevolmente i propri contatti grazie alle cerchie di Google Plus; si tratta di persone con cui condividiamo interessi comuni, oppure ci arrivano dalla segnalazione di un amico fidato o di un esperto.

Alcune persone hanno già raggiunto una grande visibilità, ottenendo l’inclusione in migliaia di cerchie, grazie alla propria attività su Google +. A me è andata abbastanza bene; anche se non sono propriamente smanioso di essere accerchiato da chiunque su G+, debbo ammettere che se si vuole avere un’ampia platea con cui condividere i propri contenuti, essere “trovati” e aggiunti a molte cerchie è la strada giusta.

1. Abbracciate la comunità facendo qualcosa di unico e creativo.
Simone Messaggi, Andrea Antoni e Giulia Guardo sono tre incredibili creativi che stanno offrendo su G+ il proprio talento alla comunità. Loro non si affannano a creare contenuti o a scrivere post chilometrici sui propri blog per poi condividerli sui social media, ma semplicemente fanno le loro cose e le donano agli altri con passione. Li conosco personalmente, so quanto talento hanno e quanto ne siano incredibilmente poco consapevoli; li ammiro anche per questo. Impossibile non citare anche Davide Nonino e Matteo Bellini aka Cuocopersonale.

2. Parlate con chiarezza, siate diretti e mettete in campo la vostra esperienza.
Giuliano Ambrosio, aka Julius Design, è uno dei giovani talenti e professionisti del web design che io conosca. Giuliano è di Torino, così come un altro grande amico e collega, Davide Licordari, stella radiosa del firmamento del Social Media Marketing; non so se è una caratteristica dei torinesi doc, ma entrambi sono estremamente precisi e puntuali nella didattica e nell’informazione legate alla propria professione. Impossibile non citare una stella di prima grandezza e di lungo corso, come Robin Good, che da anni dispensa sui social competenza e ottimi consigli professionali. O come il mitico Tagliaerbe Davide Pozzi, anche lui tra gli early adopter. Che dire infine di Matteo Bianconi e Piero Babudro?

3. Fate una dieta a base di Google +.
Se vi piace questa piattaforma, il modo migliore per dimostrarlo è condividere contenuti e notizie su Google Plus, migliorando la conoscenza del mezzo da parte dei vostri contatti e delle vostre cerchie e mettendovi in luce come un esperto a cui chiedere consigli. In effetti a questa fase in Italia non ci siamo ancora arrivati, perché noi geek smanettoni che usiamo G+ fin dal suo esordio non abbiamo quasi mai bisogno di dritte o aiuti e ci piace imparare (e casomai sbagliare) da soli. Appena sbarcheranno qui “tutti gli altri”, però, sarà il momento di dare consigli e di gente in grado di farlo ce n’è già parecchia, quaggiù, da Jacopo Paoletti a Fabio Lalli, passando per Emanuela Zaccone aka Zatomas e tanti altri ancora.

4. Non castrate il vostro senso dell’humor e condividete anche contenuti frivoli.
Impossibile non pensare a Rudy Bandiera, ironico già nel motto “condivide et impera”, padre della “Lovvotica” e grande sostenitore di progetti un po’ folli come “Twitstupidario” di Davide Licordari. Stefano Forzoni aka sTen, padre delle “sFiabe“, è sicuramente un altro big dello humor su G+ e non lascerei fuori nemmeno Cristiana Danila Formetta di Cooletto e David Di Tivoli di Isayblog, sempre ironico e pungente. Pungente e dissacrante è anche Daniela Farnese aka Dottoressa Dania, che del frivolo è sicuramente una degna portabandiera.

5. Guadagnate l’attenzione degli influencer.
Una delle opportunità più virali, su Google +, è quella delle cerchie condivise, in cui puoi essere inserito da contatti influenti su determinati argomenti, consigliandoti ad altri. Ce n’è parecchia di gente che cura con attenzione maniacale le proprie cerchie e gli argomenti di proprio interesse e competenze. Se debbo suggerirvi qualcuno da ingraziarvi su G+ (e non solo), non riesco a fare a meno di pensare a Caterina Policaro aka Catepol o all’onnipresente Marco Zamperini aka FunkySurfer, senza dimenticare Giorgio Taverniti e parecchi altri, in differenti settori e ambiti. Per ottenere l’attenzione di questi big non essere timido e non risparmiare sui +1, partecipa alle loro discussioni commentando con competenza e restando in tema e menzionali con un bel + quando hai contenuti interessanti e davvero pertinenti.

6. Investite un po’ del vostro tempo su Google +, magari sottraendone al vecchio Facebook.
Diciamocelo chiaramente: G+ è soltanto all’inizio e per il momento ha davvero poche carte da giocare rispetto ad altri social network. Ma l’ho già scritto più volte: definire Google Plus un social media in senso stretto è limitante e forse anche sbagliato, perché prospetticamente questa piattaforma è molto di più. Ovvio che lo sarà finché gente come Enrico Altavilla, Claudia Vago aka Tigella, Marco Massarotto e molti altri che già utilizzano a fondo gli altri canali del web, continueranno a credere e ad investire tempo su questa piattaforma, sfruttando oltretutto le opportunità offerte dall’essere tra i primi.

7. Anche se siete già famosi al di fuori di Google +, usate questo canale per fare engagement.
Chiamateli celebrità o come preferite, ma su G+ cominciano ad approdare anche molti personaggi noti, anche se qui da noi in Italia il 2011 è stato sicuramente l’anno di Twitter, da Fiorello in giù. Qualche esempio Made in Italy di VIP su G+? Ripassate nel 2013/2014, che per il momento c’è solo qualche azienda lungimirante, da Fiat a 3 Italia, alla mitica Ferrari, che su G+ condivide foto e video esclusivi ed eccezionali.

8. Utilizzate i Videoritrovi
OK, lo ammetto, non sono uno dei più assidui utilizzatori di questa ottima tecnologia made in G+, ma di certo è una grandissima opportunità per mettersi in evidenza e per fare nuove conoscenze e contatti. Aprire un videoritrovo è cosa semplicissima, tanto semplice che addirittura uno come Fabio Malamocco saprebbe farlo, magari per parlare di webmarketing spinto con qualche bella pulzella del web 2.0; scherzi a parte, si tratta forse di una delle caratteristiche meno sfruttate di G+ che vale davvero la pena iniziare ad utilizzare per bene. Digital divide permettendo.

9. Siate sempre sul pezzo e sulla notizia.
Non importa che voi siate giornalisti, fotografi o reporter. Ciascuno di noi può oggi essere il primo a dare una notizia che magari farà il giro del mondo, come è capitato tempo fa all’amico Luca Rosati che è stato tra i primi a fotografare la controversa campagna pubblicitaria di Benetton in Piazza del Duomo a Milano.

10. Siate tra quelli che tirano avanti la baracca.
Impossibile non conservare questo decimo comandamento, augurando a tutti quelli che già amano G+ di poterne un giorno farne parte, proprio come Vic Gundotra e Bradley Horowitz. Thanks them for the strong commitment in this new exciting project by Google, which will represent a new standard in the social web and online search.

Se non siete costantemente alla ricerca di persone da aggiungere alle vostre cerchie, probabilmente non riuscirete a vedere quello che io sto vedendo, ovvero una comunità fiorente pronta a condividere, socializzare e scoprire nuove cose. Cerchi coinvolgimento sui tuoi contenuti e ti senti un po’ ignorato? Ci siamo passati tutti. Allora continua ad essere te stesso, e non dubitare: i tuoi amici e contatti sono qui. Datti da fare per trovare argomenti e persone di tuo interesse. Dai un’occhiata alle cerchie condivise da persone di tua fiducia. Tuffati nei videoritrovi! Gioca. Buon divertimento”. Louis Gray

Le persone citate e linkate su questo post meritano tutte di essere aggiunte nelle vostre cerchie di G+. Ovviamente non dimenticate il sottoscritto: profilo Google Plus di Claudio Gagliardini.

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Importare i contatti Twitter in Google Buzz

Chi fosse interessato ad utilizzare tw2buzz può lasciare un commento a questo post per ottenere il codice d’invito.

Da alcuni giorni è attivo anche in Italia Buzz, il nuovo strumento social di Google. Ho aspettato un po’ a parlarne, non tanto per via della mia proverbiale pigrizia, quanto per “annusare l’aria” e farmi un idea sullo strumento e sull’impatto che il suo lancio avrebbe avuto sulla statusphera italiana. Come al solito le critiche non sono mancate, così come i vari “serviva davvero un altro social network?“, “e con la privacy come la mettiamo…?“, “ma c’era già Wave e non era nemmeno troppo piaciuto” e via bla-bla-blando.

Parallelamente, però, gli utenti del nuovo strumento (davvero non me la sento di chiamarlo anch’io social network) sono cresciuti di giorno in giorno, tanto che dopo solo 48 ore dal mio primo utilizzo mi ritrovo già con 200 e passa followers, drammaticamente tradotti in “seguaci” nella versione italiana. Non mi sembrano davvero numeri da insuccesso. Certo, anche in America Google ha avuto problemi con Buzz per le varie questioni legate alla privacy e alla pseudo imposizione fatta in particolare agli utenti di Gmail, che si sono trovati catapultati in un fiume di Buzz di vecchissimi e/o quasi sconosciuti contatti, gridando alla svendita dei propri dati e contenuti personali.

Mi sento però di tranquillizzare gli scettici e i preoccupati, e di affermare che questo non è avvenuto, quanto meno non in termini così allarmanti, e che gli altri strumenti social presentano le stesse caratteristiche e rischi potenziali; sono altresì convinto che Buzz rappresenterà di qui a breve, in particolare per le utenze mobili, un eccezionale strumento di condivisione, di conversazione, di aggiornamento e di collaborazione. Molto meglio di quanto i vari Facebook e Twitter non abbiano ancora saputo fare, sebbene perfettamente integrati con migliaia di altri strumenti e servizi già affermati e molto utilizzati.

E’ anche per questa mia ottimistica visione che ho cercato immediatamente il modo di importare in Buzz contatti e conoscenze. Una ricerca che mi ha condotto immediatamente a tw2buzz, un servizio gratuito che sfruttando le API di Twitter, permette di importare i followers in Google Buzz. Non si tratta di un servizio che lavora in automatico; il programma si limita a cercare i profili Google dei nostri Twitter follower, offrendoci la possibilità di seguire chi davvero vogliamo senza pericolosi automatismi. Si tratta di un servizio in versione Beta e per il momento ad accesso limitato attraverso inviti, ma di grande interesse. Come anticipato nel titolo dispongo di un piccolo quantitativo di inviti da distribuire a quanti di voi lasceranno un commento: vi aspetto!

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USA: 1 milione di Twitter followers per Whole Foods Market

Che tra le grandi aziende americane Twitter stia diventando un canale di promozione e di informazione di grande prospettiva lo si è detto più volte, ma i numeri di questa tendenza non sempre balzano all’occhio, se non in casi eclatanti. E sicuramente eclatante è il milione di seguaci messi assieme su Twitter in poco più di un anno da Whole Foods Market, che entra prepotentemente nel club dei milionari Twitter (una 50 di account in tutto il mondo).

Niente di strano. Twitter è uno dei nuovi strumenti di comunicazione, è gratuito, veloce, immediato e semplice da usare ed è più che normale che le grandi aziende destinino una o più risorse a queste nuove forme di marketing, ma numeri come quelli, tanto più a in per un’azienda che opera in campo alimentare, non possono che stupire e spingere a riflettere chi di questi fenomeni si occupa.

E’ vero, Twitter è ancora un fenomeno di moda e di costume; ai primi posti tra i più seguiti ci sono attori come Ashton Kutcher, con 2,7 milioni di followers ed Ellen DeGeneres (aka TheEllenShow) e star come Britney Spears, tutti oltre i 2 milioni di followers insieme alla CNN (fonte http://twitterholic.com). Attrettanto vero è che le aziende oltre il milione di seguaci si contano sulla punta delle dita: Twitter  (1,8 milioni), Google (1,1) e alcune testate giornalistiche. Ecco perché il milione di followers raggiunto da Whole Foods Market è una notizia eclatante!

Una company non tecnologica nell’impero dei media, di Google e Dell (850milla followers), con un account milionario e un’infinità di accounts per ogni singola esigenza dei clienti. Segno di una confidenza nel mezzo che va oltre qualsiasi statistica, ma che sembra davvero premiare l’azienda Texana. Sarebbe davvero ora che anche le nostre imprese si accorgessero di queste opportunità e seguissero esempi illuminanti come questo.

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Nasce Google Chrome OS, il sistema operativo open source di Google

Dopo tanto parlarne sembra ormai ufficiale: Google è prossimo al lancio di Google Chrome OS, un sistema operativo leggero, fortemente orientato al web, open source e basato su kernel Linux. Il sistema sarà inizialmente riservato ai notebook, su molti dei quali sarà installato già a partire dal 2010. Un sistema web oriented al 100%, sembrerebbe, visto che le applicazioni che gireranno all’interno del sistema saranno tutte Web application, caratteristica che gli sviluppatori apprezzeranno e che non richiederà nuove competenze tecniche per sviluppare nuovi applicativi.

Entro il 2009 sarà rilasciato il codice sorgente del nuovo sistema opeartivo e la comunità open source potrà contribuire al suo sviluppo. Le armi vincenti di Google Chrome OS saranno la velocità, la stabilità e la sicurezza (sul blog di Google al riguardo scrivono che stanno progettando il sistema in modo che gli “users don’t have to deal with viruses, malware and security updates“), nonché la naturale e genetica familiarità col web, prospettando un modo nuovo di concepire il lavoro e l’utilizzo del computer.