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Postcron: Pianificare i post su Facebook con un App

postcronVi siete mai chiesti come facciano le fanpage di successo su Facebook a pubblicare tanti post ogni giorno? Oppure per quale motivo dopo aver pubblicato un post ci mettano un po’ prima di rispondere a un vostro commento? Magari perché quel post non l’hanno pubblicato “live”, ma l’hanno pianificato con una applicazione come Postcron, seguendo un “palinsesto” giornaliero o settimanale prestabilito, un vero e proprio piano redazionale che contribuisce al loro successo e alla completezza dell’informazione che possono così offrire.

Postcron è appunto una applicazione Facebook che permette di programmare le pubblicazioni su pagine e profili personali, decidendo in anticipo quando ciascun post dovrà essere pubblicato e apparirà sulla propria timeline.  E’ così possibile scrivere un testo,magari allegando anche un’immagine o un link e poi pianificarne la pubblicazione, scegliendo data e ora di inserimento del post. Oltre ad una strategia editoriale, questa app può essere utile anche quando venga in mente una buona idea ma non sia il momento giusto per scatenarla. Immaginate una foodblogger cui alle 8 del mattino scatti nella mente il post ideale per il mezzogiorno, ora in cui magari non potrà essere collegata su Facebook. Oppure se avete un flash alle tre di notte, ma siete gli unici davanti al PC.

In questi casi è molto meglio programmare la pubblicazione in un momento in cui più utenti sono online. Quando avrete programmato un post, questo apparirà nella coda di pubblicazione e, nel frattempo, esso potrà essere modificato a piacimento o cancellato. Comodo, vero? Comodo, facile e probabilmente anche gratuito, se le vostre esigenze non sono di tipo professionale e il volume di post programmati non è eccessivo. Dateci un’occhiata!

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Facebook compie 7 anni e in Italia è così:

Grazie a Vincos Blog ecco un’interessante infografica sulla penetrazione di Facebook in Italia a gennaio 2011.

Facebook in Italia

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Principesse (da copertina) alla riscossa!

C’era una volta Cenerontola, progetto virale di Davide Nonino per la promozione di un libro. Una mera iniziativa di marketing, direte voi e invece no! Quella strategia di mercato è divenuta ora un vero e proprio movimento, un nuovo progetto che vuole dare lustro e visibilità a tutte quelle Cenerontole, che non trovano spazio sui media tradizionali.

Oltre 2500 Cenerontole iscritte alla Fanpage su Facebook, postano i propri pensieri con cadenza quotidiana, ma la sfida è adesso quella di uscire dalla dimensione virtuale e affrontare la vita vera con “Principesse alla Riscossa” con grandi ambizioni:

[...] faremo una lista di riviste/giornali dove noi VERE principesse non veniamo neppure calcolate se non perché qualche volta tocca parlare e dire con buonismo che abbondante è bello!!! Poi spedirò personalmente dal mio castello delle VERE lettere a tutte le redazioni di queste riviste in cui diremo la NOSTRA, ovvero racconteremo quali sono le DONNE VERE DI OGGI. Il nostro obiettivo? Portare una DONNA VERA in copertina o anche solo una nostra frase stampata in una pagina (ma noi voliamo alto e puntiamo alla copertina hihi…)!! Cosa conterrà la lettera? Un’introduzione di due righe in cui si spiega cosa significa essere CenerOntole (quindi non le solite principesse, proprio come spiego sulle info qui di questa pagina) + tutte le vostre frasi, niente più.

Cosa aspettate a partecipare? Iscrivetevi sulla Fanpage su Facebook!

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Importare i contatti Twitter in Google Buzz

Chi fosse interessato ad utilizzare tw2buzz può lasciare un commento a questo post per ottenere il codice d’invito.

Da alcuni giorni è attivo anche in Italia Buzz, il nuovo strumento social di Google. Ho aspettato un po’ a parlarne, non tanto per via della mia proverbiale pigrizia, quanto per “annusare l’aria” e farmi un idea sullo strumento e sull’impatto che il suo lancio avrebbe avuto sulla statusphera italiana. Come al solito le critiche non sono mancate, così come i vari “serviva davvero un altro social network?“, “e con la privacy come la mettiamo…?“, “ma c’era già Wave e non era nemmeno troppo piaciuto” e via bla-bla-blando.

Parallelamente, però, gli utenti del nuovo strumento (davvero non me la sento di chiamarlo anch’io social network) sono cresciuti di giorno in giorno, tanto che dopo solo 48 ore dal mio primo utilizzo mi ritrovo già con 200 e passa followers, drammaticamente tradotti in “seguaci” nella versione italiana. Non mi sembrano davvero numeri da insuccesso. Certo, anche in America Google ha avuto problemi con Buzz per le varie questioni legate alla privacy e alla pseudo imposizione fatta in particolare agli utenti di Gmail, che si sono trovati catapultati in un fiume di Buzz di vecchissimi e/o quasi sconosciuti contatti, gridando alla svendita dei propri dati e contenuti personali.

Mi sento però di tranquillizzare gli scettici e i preoccupati, e di affermare che questo non è avvenuto, quanto meno non in termini così allarmanti, e che gli altri strumenti social presentano le stesse caratteristiche e rischi potenziali; sono altresì convinto che Buzz rappresenterà di qui a breve, in particolare per le utenze mobili, un eccezionale strumento di condivisione, di conversazione, di aggiornamento e di collaborazione. Molto meglio di quanto i vari Facebook e Twitter non abbiano ancora saputo fare, sebbene perfettamente integrati con migliaia di altri strumenti e servizi già affermati e molto utilizzati.

E’ anche per questa mia ottimistica visione che ho cercato immediatamente il modo di importare in Buzz contatti e conoscenze. Una ricerca che mi ha condotto immediatamente a tw2buzz, un servizio gratuito che sfruttando le API di Twitter, permette di importare i followers in Google Buzz. Non si tratta di un servizio che lavora in automatico; il programma si limita a cercare i profili Google dei nostri Twitter follower, offrendoci la possibilità di seguire chi davvero vogliamo senza pericolosi automatismi. Si tratta di un servizio in versione Beta e per il momento ad accesso limitato attraverso inviti, ma di grande interesse. Come anticipato nel titolo dispongo di un piccolo quantitativo di inviti da distribuire a quanti di voi lasceranno un commento: vi aspetto!

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Il 2012 è vicino, convertitevi e praticate i riti dell’era 2.0!

A furia di “cazzeggiare” su Twitter e Facebook con elementi del calibro di @RudyBandiera, @davidelico, @merlinox, @simmessa e molti altri, su definizioni e titoli vari come “Social Media Evangelist”, guru, superhero, etc., finirò col prendermi troppo sul serio ed inizierò davvero ad evangelizzare le masse… avevo già iniziato a farlo nel post Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, ma credo si debba davvero ribadire il concetto.

In realtà questo nuovo post nasce da una fase di lieve scoramento social, ovvero dalla constatazione che tutto l’entusiasmo investito nel condividere, collaborare e fare fronte comune alle richieste del mercato insieme ad altre realtà professionali, si limiti spesso alla redazione di liste, gruppi e forum, senza trovare la capacità di andare oltre e di sfociare in vere occasioni di cooperazione. Si fa un gran parlare e retwittare, insomma, ma di concreto ben poco.

Perché? Le motivazioni sono molte, ma al primo posto c’è sempre quella latente diffidenza che nasce dalle vecchie impostazioni, dagli antichi schemi che non concepivano la possibilità di collaborare tra realtà “concorrenti” e che spingeva le aziende e i professionisti a fare lobby (e non squadra) soltanto nei confronti di entità superiori ed astratte come lo stato o la legge, piuttosto che condividere bacini di utenza e clienti. Men che meno il know-how, un tempo blindato ed oggi esternato (talvolta ostentato) in pillole, se non addirittura in “polpette avvelenate”. Read More