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Sui danni di server e siti lenti e su come velocizzarli

I danni di server e siti lenti e come velocizzarliLa velocità di caricamento di un blog, di un’applicazione o di una pagina web è di estrema importanza per il suo successo in rete. Non solo perché gli utenti sono sempre più connessi da dispositivi mobile con reti più deboli, ma anche perché essi e i motori di ricerca hanno aspettative elevatissime.

Secondo una ricerca di Forrester Consulting per Akamai Technologies, il 40% dei consumatori online non aspetterebbe più di 3 secondi, prima di abbandonare un sito retail o di viaggi.

I danni provocati dai server e dalle interfacce web lente possono essere risolti con due soluzioni:

      • Rivedere il proprio piano di hosting, non più adatto al numero di visitatori acquisiti o con servizio scadente.
      • Adottare delle piccole ma efficaci implementazioni sulla gestione delle immagini, dei CSS e Javascript e della cache.

Questa infografica a cura di Aziende Italia presenta le criticità dei server e siti lenti ed offre consigli pratici per aumentare la velocità di caricamento delle pagine ed ottenere i benefici sperati: più visitatori al sito e più clienti.

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Aziende e innovazione digitale: la vision di SAS

Ad inizio novembre sono stato invitato ad Analytics 2015, l’evento SAS in cui Jill Diché, vice presidente di SAS Best Practices, ha introdotto attraverso il suo speech, il tema dell’innovazione in ambito aziendale. Tema da cui, oggi, le aziende italiane di tutte le dimensioni e industry (dal marketing al manufactoring) non possono più prescindere, per non perdere competitività nel mercato.

Recentemente ho fatto una chiacchierata con Andrea Negri, Senior Principal Technical Support Engineer in SAS, che mi ha illustrato come SAS risponda a questa esigenza.

Andrea Negri, SAS Senior Principal Technical Support EngineerCiao Andrea, qual è il tuo background professionale?
Sono in SAS da 13 anni e ho sempre lavorato nella divisione Supporto Clienti e Post Vendita. Il paniere delle proposte SAS è cambiato negli anni e, di conseguenza, anche il mio lavoro. Ad esempio, nell’ultimo periodo il mio focus si è indirizzato verso tecnologie Big Data, in particolare verso le soluzioni più innovative su Big Data e Analytics.

Cosa propone SAS a livello di innovazione, c’è una soluzione pilota?
SAS, più che una soluzione, propone un paniere di soluzioni in ambito Big Data: raccolta dati strutturati e non strutturati, pulizia e aggregazione di questi e loro analisi, utilizzando tool analitico/statistici, che permettano di ricavare insight in grado di portare un vantaggio competitivo. In particolare, tra le nostre soluzioni, SAS Lab for Hadoop, permette alle aziende di raccogliere e organizzare al meglio i Big Data, nei quali sono contenute tutte le informazioni di valore, utili a prendere decisioni corrette in maniera rapida.

L’output di SAS Lab for Hadoop è accessibile a tutti i tipi di aziende e figure professionali?
Il focus delle soluzioni SAS per Big data è permettere di analizzare i dati cui ogni azienda riesce ad accedere: le grandi aziende a quelli provenienti dai social network, le più piccole ad altri dati di quantità inferiore. Non dimentichiamo che esistono anche gli Open Data da analizzare, che sono i dati accessibili a tutti.
Il punto di forza delle nostre soluzioni è la capacità di semplificare al massimo l’analisi e l’estrapolazione di informazioni importanti, in grado di supportare decisioni strategiche anche per le organizzazioni più piccole. L’obiettivo è quello di permettere a chiunque di riuscire a lavorare con i Big Data senza dover fare eccessivi investimenti in esperti, infrastrutture e software.
SAS Lab for Hadoop è una soluzione scalabile, facile da utilizzare, che non richiede skills particolari per estrapolare informazioni utili ai decisori aziendali per impattare nel mercato e guadagnare vantaggio competitivo. Anche per le PMI è ormai normale avere una grossa mole di dati da analizzare, ma spesso non si riesce a farlo: la nostra soluzione è in grado di finalizzare il processo di analisi senza essere degli esperti di statistica o di analisi predittive.

A livello pratico, quali sono i passaggi necessari per la creazione di un laboratorio di Innovazione basato su SAS Lab for Hadoop?
Le nostre soluzioni sono pensate per poter partire rapidamente, utilizzando le infrastrutture preesistenti: può esserci un certo numero di server già allocati per altri task e la soluzione può essere installata nell’infrastruttura preesistente, oppure si possono utilizzare risorse in cloud, quindi su server messi a disposizione dai provider (Amazon è l’esempio più conosciuto), senza la necessità di un’infrastruttura dedicata e preesistente.
Dato che SAS Lab for Hadoop è user friendly al 100% ognuno può utilizzare questo insieme di tool in maniera visuale e semplificata, grazie a interfacce drag&drop e wizard che “indicano passo passo la strada” per l’utilizzo semplificato della soluzione. Sia dal punto di vista dell’infrastruttura che delle skills da acquisire si può partire con un investimento limitato: la soluzione ingloba alcune delle skill tipiche del Data Scientist, risorsa con competenze di business, di tecnologia e analisi dati.

Anche il marketing oggi si basa sull’analisi dei dati. Nuove figure come il Data Scientist possono integrare il nostro lavoro: saranno sufficienti o ci sarà bisogno di un salto di pensiero in azienda?
Credo si debba adottare un approccio graduale. Se in azienda non c’è mai stato un Data Analyst bisogna iniziare con l’introduzione di strumenti semplificati. Le soluzioni SAS di analisi dei dati esistono in varie tonalità: si parte con una soluzione basilare poi, se l’approccio è efficace, saranno introdotte risorse in grado di usare in modo avanzato la suite di tool.
Innovazione è una questione culturale: bisogna investire su nuovi modelli di analisi dei dati, potenziando poi le skills necessarie, ed infine i tool. Secondo me è più un percorso di crescita, incrementale, anche a livello di infrastruttura.
Quali sono le difficoltà che riscontri più spesso nel mettere in atto questo processo?
La chiave per affrontare le difficoltà è la gradualità. Di conseguenza anche il ritorno sull’investimento diventa modulare. Il Visual Analytics di SAS Lab for Hadoop ha la stessa funzione di un “coltellino svizzero”: può essere profilato per un utilizzo molto semplificato, oppure può essere potenziato con un tool analitico come il Visual Statistics, che aggiunge funzionalità alla stessa interfaccia. Per utenti non esperti è necessario semplificare innanzitutto l’interazione tra Big Data e Hadoop. Hadoop è una piattaforma open source, a basso costo che permette di salvare i dati in modo intelligente e strutturarli in modo da renderli un punto di guadagno competitivo. SAS Data Loader for Hadoop è la soluzione che si occupa della gestione e dell’organizzazione dei dati dentro al cluster Hadoop.

Le aziende sono spesso voraci di dati, ma fanno una gran fatica a stabilire quali siano le metriche fondamentali e a fronte di quali obiettivi esse debbano essere misurate. SAS può aiutarle nella definizione dei KPI e nell’utilizzo strategico dei dati analizzati?
La risposta a questa domanda è, secondo me, il concetto del Lab: possedere queste tecnologie, implementabili in maniera graduale, permette di fare investimenti continui. Il concetto del laboratorio costituisce un nuovo approccio all’utilizzo dei dati, per trovare nuove informazioni che premettono di guadagnare vantaggio competitivo.
Al tempo 0 il Lab è come una sand box: un ambiente in cui fare esperimenti in maniera creativa. Non dovendo sottostare ai dati legacy aziendali, il Lab permette di sperimentare e applicare modelli predittivi differenti, vedere i risultati migliori, ribaltando completamente il vecchio concetto dell’analisi dei dati. Le persone sono libere di sperimentare in maniera creativa e semplice, con strumenti visuali. L’innovation Lab diventa un area protetta dove sperimentare.

Sei interessato a scoprire di più sulla soluzione SAS Lab for Hadoop? Scarica l’ebook gratuito da questo link.

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Prezi supera i 60 milioni di utenti e ora parla anche italiano

PreziPrezi è un’ottima risorsa per costruire pitch, presentazioni, report, SWOT analysis, presentazione di KPI e KPO. Una piattaforma già molto apprezzata da agenzie, aziende e freelance e da oltre 60 milioni di utenti in tutto il mondo, che offre oggi ai 350 mila utenti italiani la possibilità di essere utilizzata nella propria lingua, come suggerisce l’hashtag #PreziParlaItaliano.

Prezi è tra i più grandi database di presentazioni al mondo, create, condivisie e utilizzate da aziende, università, centri di ricerca, agenzie di marketing e comunicazione. Sono circa 190 milioni i prezi pubblicamente condivisi e già visualizzati oltre un miliardo di volte. Anche molti grandi brand utilizzano Prezi, da Lufthansa al festival South per South West, da Discovery Channel al Gruppo Bloomberg.

La recente collaborazione strategica con Logitech, consentirà di migliorare la piattaforma dal punto di vista tecnologico, da quello della user interface e dal quello della user experience. Miglioramenti che non andranno ad intaccare il suo elemento distintivo, rappresentato dal “visual storytelling”.

Fondata nel 2009 in Ungheria, Prezi ora ha una doppia sede: a Budapest e San Francisco, impiegando più di 250 dipendenti provenienti da 27 paesi diversi. La piattaforma è disponibile in 9 lingue (tra cui inglese, tedesco, francese, giapponese coreano). Dal suo lancio sul mercato internazionale, Prezi si è imposta come la piattaforma di presentazione più efficace per comunicare con gli utenti e il pubblico contemporaneo.

PREZI SUI SOCIAL:

#PreziParlaItaliano

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HotelBrand: la reputazione per un albergo è tutto!

hotelbrandSi chiama HotelBrand ed è il primo rate checker (comparatore di tariffe) per alberghi gratuito al mondo. A realizzarlo ci hanno pensato i ragazzi di XOKO Srl di Fisciano (Salerno) ed è uno strumento che consente alle strutture turistiche di monitorare i propri prezzi, prendendo in considerazione il prezzo più basso sulle principali OTA (Online Travel Agency). Per ogni data è visualizzata la variazione del prezzo della propria struttura e di quelle che si vogliono comparare, per analizzare la strategia tariffaria dei competitor (se ne possono scegliere fino a dieci, senza limitazioni geografiche).

Il mercato turistico è profondamente cambiato, nell’era digitale e il processo decisionale del viaggiatore, il suo buyer journey, è oggi declinato sui nuovi strumenti. Chi viaggia può oggi consultare la rete, leggere e fare recensioni, circostanza che pone la reputazione delle strutture turistiche al centro del sistema delle loro strategie di vendita. Occorre dunque ripensare al proprio hotel come ad un brand: l’intero sistema turistico si sta muovendo rapidamente, in questa direzione. Destinazioni, attrazioni, mete; tutto si sta trasformando in brand, circostanza che apre le porte a numerose opportunità e a qualche rischio.

Per questo XOKO ha dato vita a Hotelbrand, “la piattaforma che, attraverso l’analisi e la comparazione di recensioni, tariffe e dati sulla destinazione di una struttura, riesce a suggerire il
miglior prezzo di vendita e le azioni da intraprendere per migliorare la reputation”. Il sito, oggi attivo soltanto in Italia, ma pronto ad aprirsi all’Europa e al mondo intero (entro il 2017), sta già monitorando 86.180 strutture ricettive (hotel, b&b ed altre soluzioni extra-alberghiere), con oltre 13 milioni di prezzi monitorati e 15 milioni di recensioni raccolte.

Ancora in fase beta, recentemente ho avuto il piacere di testare questo strumento, che ritengo estremamente valido, semplice da utilizzare e capace di far passare un messaggio importante, agli operatori: il prezzo è una componente importante, ma non è l’unica in grado di determinare le scelte dei clienti e, molto spesso, non è neppure quella che determina l’opinione su una struttura o su un soggiorno. Come in molti altri business, anche nel turismo non vince chi fa i prezzi bassi e addirittura neppure chi fa i prezzi giusti; a vincere, invece, è chi riesce a gestire le infinità di parametri e a modularli come farebbe un bravo DJ sul mixer, in funzione del momento, delle aspettative del pubblico, della sua capacità di comprendere e apprezzare quanto offerto, etc.

Uno strumento che consiglio caldamente, perché oltre ad essere completamente gratuito, è soltanto il punto di partenza di una serie di iniziative che XOKO sta mettendo in campo per il comparto e che saranno in grado di garantire un vero vantaggio competitivo alle strutture che le metteranno in campo.

 

 

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Eggtronic chiude un round da 1,5 milioni e vince un bando

Investitori EggtronicOttima notizia per i ragazzi di EGGTRONIC, un’innovativa startup italiana di elettronica di consumo, ricarica wireless e alimentazione ultraefficiente. L’azienda ha chiuso un round di investimento di 1.5 milioni di euro ed ha vinto un bando Smart & Start da 1 milione di euro, per un totale di 2.5 milioni di euro di risorse, reperite in pochi mesi. La startup era già stata scelta tra le più promettenti d’Italia dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel 2014, nel corso dell’evento Italia Restarts Up.

Il primo prodotto EGGTRONIC, la stazione universale HUB IT, è stata scelta come prodotto dell’anno negli USA; HUB IT è in grado di unire in un solo oggetto un sistema di ricarica multipla ultraveloce, compatibile anche con la ricarica induttiva wireless Qi, un hub USB 3.0 ad alte prestazioni e molto altro ancora, dimostrando che la start-up modenese ha capacità e idee brillanti e innovative. In arrivo nuovi prodotti, nel segmento della ricarica wireless Qi, e ci sono altri brevetti innovativi in via di sviluppo.

Igor Spinella,giovane e brillante CEO di Eggtronic, ingegnere meccatronico ed ex ricercatore universitario di 33 anni, spiega che questo round di investimento e le risorse Smart & Start permetteranno ad EGGTRONIC di industrializzare le proprie tecnologie, grazie alle quali ogni tavolo, scrivania, ma anche le pareti delle case e degli uffici, saranno rese intelligenti e capaci di ricaricare, alimentare ed interconnettere cellulari, computer, tablet, televisori, hard disk e ogni altro dispositivo elettronico, in modo estremamente potente, efficiente, economico ed ecologico.

retractable_cartridge_connectors_3Via i cavi! Oggi la ricarica wireless induttiva è inefficiente, costosa e comunque carica solo piccoli dispositivi appoggiati con precisione sopra ad un punto di ricarica. Con le tecnologie EGGTRONIC saranno eliminati tutti i cavi e saranno decuplicate la velocità di ricarica e scambio dati wireless. Qualsiasi dispositivo potrà essere alimentato in modo  ecologico, facendo risparmiare al pianeta milioni di tonnellate di CO2 all’annocon sistemi scalabili, dieci volte più piccoli e molto più efficienti di quelli attuali.

Grazie a investitori privati ed all’iniziativa Smart & Start, il team di EGGTRONIC ha quindi reperito le risorse necessarie per sviluppare tecnologie necessariamente capital intensive, in un settore – quello dell’elettronica – per ora poco sviluppato in Italia, ma che è trainante ed in continua crescita in tutto il mondo.

Le risorse raccolte da EGGTRONIC consentiranno di incrementare ed accelerare l’attività di ricerca, attrezzare i laboratori con strumentazione d’avanguardia, assumere nuovo personale ed ingegneri altamente qualificati allo scopo di lanciare sul mercato altri prodotti, così come strutturare ed incrementare la rete vendite e la distribuzione, con l’obiettivo di trasformare idee estremamente promettenti in un successo tecnologico ed economico, ed in un esempio virtuoso per le start-up italiane.

Complimenti a Igor Spinella, allo staff di EGGTRONIC e a tutti gli investitori.