Sono stato recentemente ospite dell’azienda mantovana Opto Engineering, che quest’anno compie 15 anni e festeggia una rapida progressione, che l’ha portata dalla splendida città lombarda al mondo intero, con prodotti di assoluta eccellenza. La creatura di Claudio Sedazzari, fisico, esperto di ottica, suo fondatore e presidente, è oggi un’azienda leader mondiale nella produzione di ottiche specialistiche per visione artificiale, con ottime prospettive per un futuro da protagonisti nel grande agone dell’Industria 4.0.

La due giorni di Mantova del 29 e 30 settembre è stati intensa. Presso l’auditorium Claudio Monteverdi del Conservatorio Lucio Campiani di Mantova, si è tenuto dapprima un seminario, con cinque sessioni tecniche dedicate e a seguire, il sabato, un seminario manageriale e una tavola rotonda. Nel corso della prima giornata focus su illuminatori, ottiche telecentriche e ottiche speciali 360°, ottiche entocentriche e infrarosse, telecamere, software. Il meglio delle competenze dell’azienda raccontate dai loro specialisti e da quelli delle aziende partner.

Particolarmente interessante la sessione dedicata ad un prodotto di punta dell’azienda,  il primo sistema di visione ad intelligenza artificiale per il settore food, il cui nome è ALBERT®. Un progetto estremamente interessante, che potrebbe davvero rivoluzionare gli standard dell’industria alimentare, di cui ho parlato con il suo Product Manager, Massimo Castelletti.

Di grande riscontro anche il seminario manageriale, tenuto da Andrea Vismara, socio fondatore di Opto Engineering: “Dalla gestione al dominio dei rischi nell’automazione industriale”, che ha toccato temi interessanti, approfonditi poi nel corso di un’intervista.

In chiusura la tavola rotonda “HAI TECH? Come innova e cresce l’industria e l’impresa italiana”, moderata da Luca Tremolada, esperto di tecnologia de Il Sole 24 ORE. Un momento di confronto importante, che ha visto al tavolo riunito attorno all’Amministratore Opto Engineering Claudio Sedazzari altri tre importanti nomi: Luca Beltrametti, Direttore del dipartimento di Economia e ordinario di microeconomia e politica economica dell’Università di Genova, Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica e Alessandro Dragonetti, Co-Managing Partner di Bernoni Grant Thornton. Un momento importante che ha messo insieme esperti, consulenti e accademici per fare il punto sulle sfide dell’industria 4.0 e sulle tecnologie che stanno già oggi tracciando nettamente il futuro dell’impresa e del mondo. 

Importanti e di grande ispirazione le parole del fondatore Claudio Sedazzari, che ha ricordato a tutti che l’Italia ha le carte in regola per essere un paese in cui si fa innovazione, impresa e cultura e che la sola condanna che le nostre aziende si portano sulle spalle è quella di crescere ed eccellere in quello che facciamo. Ecco perché Opto Engineering è la prima realtà in Italia ad applicare l’intelligenza artificiale alla machine vision. Ed ecco perché una realtà di questo tipo non può accontentarsi di quello che è diventata negli anni, del suo know how, della sua penetrazione in paesi come la Germania, culla dell’ottica, la Russia, gli USA, la Cina, il Giappone, la Corea, Taiwan. Né tanto meno pensare di vendere ad un colosso straniero e disperdere tutta l’eccellenza italiana messa insieme in 15 anni.

Questa azienda mi ha colpito in molti modi e da molte diverse angolazioni. Non soltanto è il sogno di un fisico mantovano che ha saputo guardare oltre e mettere insieme le persone giuste e una grande vision, ma nel tempo ha fatto quello che molte altre realtà italiane non hanno saputo fare: ha creato delle joint venture che gli hanno permesso di fare sempre più e sempre meglio senza perdere il focus e senza dover imbarcare in modo diretto competenze, attrezzature e progettualità che invece hanno potuto fiorire al di fuori, con la giusta indipendenza e con il grande incentivo di essere parte di un grande progetto.

Commenta con Facebook