Se c’è una cosa che mi lascia, questo 2010 che se ne va, è l’assoluta intolleranza per i personaggi sovraesposti, per l’abuso dei testimonial nella pubblicità, per le solite vecchie facce in politica e, più in generale, per il vecchio che ristagna in troppi settori. Eppure dovrebbero averlo ormai capito, i vecchi pubblicitari da “old media”, che quel tipo di marketing non funziona più! Fenomeni come il Grande Fratello, in giro da oltre 10 anni, X-Factor, Amici e tantissimi altri, dovrebbero aver spiegato in modo più che convincente che c’è bisogno di facce nuove da affiancare e mixare alle vecchie, se non a sostituirle del tutto.
Non che io sia favorevole a quel genere di spettacoli e di business, sia chiaro, ma se vanno per la maggiore una ragione c’è ed è evidente: la gente non ne può più dei “soliti protagonisti”, vuole essere parte dello show e interagire, non essere più relegata al ruolo di spettatore passivo. Non voglio addentrarmi in un’analisi troppo approfondita, ma mi sembra di tutta evidenza che “le bandiere” non vanno più di moda in nessun settore, a partire dallo sport, in cui un tempo erano un vero e proprio pilastro, fino alla cultura, alla politica e a tutti gli altri settori. Ed è anche giusto, a mio avviso. In un modello di sviluppo sociale come questo, basato sulla velocità e sulla mutevolezza, essere una bandiera non offre alcuna garanzia ed espone a troppi svantaggi. Primo tra tutti quello di non aver più nulla da dire o da portare, di rimanere seduti e di non essere capaci di andare oltre.
L’unica bandiera che mi viene in mente, a pensarci un po’, è il sempiterno romanista Francesco Totti, ma è talmente seriale come bandiera da rappresentare la classica eccezione che conferma la regola: fedele alla Roma da sempre, fedele da un bel po’ alla moglie Ilary e con questa fedele alla Vodafone in una serie infinita di spot tormentone di cui, in tutta sincerità, potremmo fare volentieri a meno, dopo tutto questo tempo. A dire il vero le compagnie telefoniche sembrano essere tutte tragicamente appiattite sul modello del “testimonial a tempo indeterminato”: TIM con De Sica e Belen (che, per bella che sia, rischia seriamente di fare la fine di troppe mogli, ovvero di perdere di interesse e “appetibilità” causa sovraesposizione), Wind con Panariello e la Incontrada e con Aldo Giovanni e Giacomo, Fastweb con Valentino Rossi e Paolo Cevoli, etc. Ma questo modello funziona ancora? Read the rest of this entry »




















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