Claudio Gagliardini

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La pubblicità sul web è sempre più “contextual advertising”: cosa sta succedendo?

L’avvento del web 2.0 e dei social networks ha rappresentato un grande cambiamento in questi anni, talmente rapido e “violento” da lasciarci spesso spiazzati, quasi incapaci di comprenderne la portata e le conseguenze. Attorno a questo fenomeno sono nate tendenze, nuove abitudini, communinities e, ovviamente, nuovi sbocchi comunicativi e promozionali. Del “context ad” ho già accennato in questo blog in “Very Social Volkswagen Context Ads“, ma credo si debba fare ordine e tracciare uno scenario per questa imminente e probabile rivoluzione.

Il contextual advertising è un approccio pubblicitario basato sulla personalizzazione del messaggio e, nella sua forma più evoluta, trova oggi spazio nei social networks come applicazione. Connettendosi al database dei network, tali applicazioni sono in grado di personalizzare il messaggio pubblicitario utilizzando informazioni, foto e contenuti di vario genere pubblicati dall’utente e dai suoi amici. Si tratta quindi di un messaggio molto efficace, in quanto capace di sorprendere e al tempo stesso di “indovinare” i gusti del consumatore, proponendogli prodotti e servizi di sicuro gradimento. Cosa dobbiamo aspettarci, dunque? E’ ancora un bel post di Jeremiah Owyang a spiegarcelo.

  • Si tratta di una tendenza netta, in rapida diffusione (e molto “viral”, ndr), pertanto è presumibile che molte agenzie di pubblicità con buone basi nel digitale e nell’interattivo la proporranno in modo massiccio ai propri clienti.
  • E’ probaibile che se in un primo momento sarà possibile riscontrare una certa diffidenza nei consumatori, disorientati dall’aggressività del mezzo e dal pericolo (rappresentato dalla necessità di connettersi e lasciare che queste applicazioni frughino tra i dati personali, ndr), la diffusione di questa modalità tra le grandi aziende potrà renderla comunemente ben accetta e rappresentare addirittura una forma di svago.
  • E’ probabile che la fine di questa tendenza avverrà quando le “context ad” saranno così diffuse da saturare il mercato e non divertiranno più gli utenti.
  • E’ probabile che nasceranno molti siti pubblicitari totalmente basati su questo approccio (un esempio su tutti: www.prototype-experience.com già attivo e da provare in prima persona) e che l’interazione con Facebook renderà contestualizzata la gran parte delle campagne pubblicitarie.
  • E’ probabile che i siti di eCommerce saranno tra i primi a lanciare il “context ad”, insieme ai siti dei media.
  • E’ probabile che alcuni prodotti saranno raccomandati da amici e da amici degli amici presenti nel proprio social network.

Siamo appena all’inizio, dunque, ma già si intravede uno scenario molto forte e di sicuro impatto, che le nostre aziende non dovranno trascurare se vorranno competere ad armi pari con le grandi companies multinazionali.

Sono un esperto di Social Media Marketing (SMM), Web Copywriting e Digital PR, con competenze e partnership in ambito Search Engine Marketing (SEM) e Search Engine Optimization (SEO), che completano la mia offerta di servizi e consulenze, anche in ambito formativo.

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